Il razzismo economico è una realtà anche italiana

//   12 settembre 2011   // 0 Commenti

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Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

Le Agenzie stampa di mezzo mondo hanno dato ampio risalto alle dimissioni del tedesco Jurgen Stark. Il motivo? Semplice, Stark assumeva un ruolo di primissimo piano all’interno del Comitato esecutivo e del Consiglio direttivo della Bce, la Banca centrale europea. Una notizia che ha prodotto un nuovo venerdì nero per le Borse e per l’euro, chiuso sotto 1.37 dollari, ai minimi da sei mesi e mezzo.

Stark, capo economista della Bce, è il secondo rappresentante tedesco che abbandona l’Eurotower in pochi mesi, prima di lui, lo aveva fatto in febbraio il presidente della Bundesbank, Alex Weber, entrambi contrari all’acquisto delle obbligazioni italiane e spagnole.

Cronaca a parte, mi pare evidente l’enorme difficoltà degli Stati in zona euro, digerire le sofferenze, leggasi Italia e Spagna, di paesei più deboli e maggiormente esposti alle speculazioni monetarie e finanziarie dei mercati internazionali

Esistono “falchi”, e Stark lo è, che contrastano palesemente lo sviluppo economico dell’euro e l’unione economica europea.  Lo stesso Carlo Azeglio Ciampi in un’intervista al corriere della sera lo ha ricordato: “ …ha sempre avuto  atteggiamenti molto severi e duri, anzi, durissimi verso di noi…”. Altro che unione politica, ci troviamo ancora all’ABC della sua realizzazione, semmai ci sarà.

Lo sviluppo economico e finanziario globale ci ha tragicamente trasmesso una verità inconfutabile: il sud è succube dello strapotere monetario del nord. E’ valso per le Americhe, come per l’Europa. Persino, all’interno dei territori nazionali, si denota un nord più sviluppato, contro un sud che batte il passo. Mi verrebbe da dire, una sorta di destino che propende ed offre maggiori opportunità ai popoli che vivono al di sopra dell’equatore, contro chi vi abita al di sotto.

Messa in questi termini, apparirebbe una connotazione esclusivamente geografica e, tutto sommato, anche di semplice risoluzione, se non fosse che, ancora oggi, le resistenze ed il razzismo economico di burocrati, alla Stark per intenderci, oppongono una dura resistenza all’integrazione della moneta unica ed i benefici che tale prospettiva possa offrire agli Stati membri, in considerazione anche del particolare momento di difficoltà monetaria sofferto da alcuni partenrs europei, come appunto l’Italia.

E’ un razzismo economico che parte da lontano e si concretizza nella sempre più convinta concezione che debbano esserci stati politicamente ed economicamente più forti di altri. Il terremoto che sta avvenendo all’interno dell’Istituto Europeo ne è la prova..

Noi, d’altronde, ci siamo abituati. C’è un partito in Italia che ce lo ricorda ed in maniera diversificata, tutti i giorni, si chiama Lega Nord.

Le difficoltà economiche e strutturali del mezzogiorno sono ataviche, non per questo comprensibili, intendiamoci. Il sud ha bisogno dell’aiuto del nord dell’Italia, né più né meno di quello che il nostro Governo ha chiesto all’Europa.

Mi piacerebbe chiedere a questo punto agli elettori della Lega, non ai suoi politici, che effetto hanno prodotto in loro le dichiarazioni e le decisioni assunte dal “nordico” Stark  nei confronti dell’Italia e quindi della Padania? Solidarizzare e supportare l’idea intransigente di personaggi che non offrono opportunità a stati maggiormente in difficoltà è condivisibile?

La crisi è seria ed anche strutturale, vale per noi, come per gli altri stati membri.La Bcedeve fare fronte a questo tipo di emergenze ed offrire il massimo supporto agli stati dell’area euro, senza pregiudizi ideologici e personali, senza chiusure e condizionamenti.

L’Europa comunitaria non avrà futuro finchè ci saranno gli Stark di turno, come non avrà futuro un’Italia che predica scissioni e divisioni. Sono entrambe faccia della stessa medaglia.


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