Di necessità virtù

//   9 settembre 2011   // 0 Commenti

Dopo tanta burrasca sembra ci siamo, dopo cambiamenti emendamenti di maggioranza e opposizione accolti siamo ai capisaldi che tutti i giornali riportano e anche noi in articolo a parte, ci limitiamo a fare alcune considerazioni. Meglio forse non si poteva fare oppure con più tempo alcune riflessioni avrebbero portato a decisioni più ponderate e quindi più obiettive, ma come esortava Napolitano e tutta l’ Ue con la Germania in testa, addirittura la Spagna che gode comunque di un debito pubblico inferiore al nostro ci “esorta a fare presto e meglio con tagli decisi alla spesa pubblica e non solo agendo sulle entrate”.

Anche in questo senso si è fatto riduzioni delle indennità anche se più basse di quelle annunciate per Parlamentari & c. ma andiamo avanti con i tagli delle provincie, anche se alcuni dicono che la spesa aumenterà vogliamo vedere di quali dati sono muniti, stante le esortazioni di tutti compresa l’ Ue a indicare le province come inutili e costose, poi la tassa sui patrimoni con la quale si comincia a far pagare anche chi ha di più, rivisitazione delle pensioni per uniformarci prima o poi all’ Europa, un’ appello all’ Ue per tutti quelli che ci fanno digerire la pillola sull’altare di quella unione che ci pare sempre più disunione ma che dimenticano quando si tratta di lorsignori. Proprio la Germania quella che ci bacchetta di più e per la quale siamo il primo partner commerciale dovrebbe allinearsi , ma la Merkel si avvale di alcuni aggiustamenti non proprio corretti, esempio da 16 anni la Germania esclude dal debito pubblico il Kreditanstalt, 80% Stato e 20% Lander altro pubblico, ben 428 miliardi di euro che godono della garanzia dello Stato tedesco, con partecipazioni in aziende pubbliche e private grandi e piccole, con la vigilanza del Ministero delle Finanze e Industria non della Bundesbank, insomma niente dati nel bilancio dello stato che se invece fosse immesso al capitolo dare, cborsa milano bene con atlantia e fiat 1ome le regole di Maastricht impongono, il debito pubblico germanico salirebbe dall’80,7% al 97,4% vicino al 100% che potremo noi raggiungere se ci mettessimo in testa di fare dismissioni demaniali e affitti di beni che portino reddito per abbattere il debito e il volano dei lavori di ristrutturazioni per le imprese. Quindi considerando la nostra “evasione ” e ricchezza sommersa che con una vera riforma fiscale potrebbe emergere in buona parte, siamo assolutamente in grado di pensare a noi stessi, ma abbiamo come sempre la spada di Damocle delle agenzie di rating Stantard e Poor’s o Moody’s insomma i cerberi spesso fallaci che ci danno i rating con i quali si determina se noi Italia siamo affidabili… non solo le agenzie sbagliano ma sono partecipate da banche d’affari e fondi speculativi i quali “potrebbero avere interesse a fare speculazioni selvagge” a pensar male spesso non si sbaglia, troppo puntuali e drammaticamente ma strategicamente vincenti , come dai più detto la” tempesta economica perfetta “, ancora oggi noi prima dell’ultima formula della finanziaria, bruciavamo miliardi alla borsa di Milano, da 2 giorni si è in risalita, troppi su è giù, quegli alti e bassi in grado di fare guadagnare i fondi in maniera esponenziale.

Poi aggiungiamo le vendite allo scoperto, vietate ma di fatto quotidiane e le multe spesso sono molto più basse dei guadagni che i “furbetti ” hanno contabilizzato. Insomma regole solo per gli onesti e nessuno che cominci con pene severe per i trasgressori, sono gli Stati che devono fare leggi da far rispettare altrimenti anche loro saranno considerati “complici inattivi “, ma pur sempre determinanti nei default di sistemi paese. Tutti ci aspettiamo uno Stato che proprio perchè nostro, ci sappia tutelare e difendere sui mercati e nei consessi internazionali, chiedere diminuzioni del costo del denaro alla Bce che ricordiamo negli Usa per la Federal Reserve è 0… aumentare gli investimenti significa dare alle banche risorse da immettere nel ciclo produttivo che per noi italiani si traduce ion piccole e medie imprese, con le grandi Eni, Finmeccanica, Enel, Fiat, spesso vincenti senza contare la moda settore nel quali siamo in cima o addirittura primi, quando abbiamo la forza difficile batterci, allora in questa manovra manca sostegno alle aziende anche se la riforma dell’articolo 8 o revisione dell’art.18 che aumenterà le assunzioni, perchè certezza di licenziamento significa meno impegno per l’impresa e occupazione, che se inizialmente temporanea diventerà sempre più definitiva, se il collaboratore dimostra capacità formative diventando la preziosa risorsa di cui nessun imprenditore che ha lavoro licenzierebbe, comunque l’unica formula insieme allo sviluppo economico in grado di creare occupazione che nei giovani ha raggiunto traguardi drammatici.

Molti considerano l’aumento dell’ Iva, solo su alcuni settori, una perdita nei consumi, riteniamo che un aumento dell’ 1% sui beni indicati non sposterà di niente la capacità di spesa, speriamo infatti che non si sfrutti la scusa per fare aumenti indiscriminati, in Italia i commercianti hanno a volte questo difetto, come avvenne per l’ euro, una lira un euro…con relativo choc che molti ricordano, controllo sui prezzi dovrà essere attuato dagli organi competenti per non assistere a speculazioni selvagge. Faremo di necessità virtù, ma si dovrà lavorare per fare a bocce ferme riforme più strutturate e lungimiranti.


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