Democrazia

//   1 dicembre 2011   // 0 Commenti

poltrona 300x188Nella mia matura esistenza di normale cittadino che si alza sempre alla stessa ora, con il piacere della solita italiana colazione, della solita toilettes e poi di corsa via a “fatigare” come dicono a Napoli, ho per varie opportunità avuto modo di intrattenermi in brevi ma profonde conversazioni con uomini come Dario Fo, Nino Manfredi, Battiato, Il direttore del World Trade Center degli uffici che erano nelle Twin Towers ed altri illustri, profittando del contatto per scendere nelle profondita’ abissali del Pensiero che nessuna macchina ipersupersofisticata potra’ mai riprodurre. E al contempo ho ascoltato i piccoli medi imprenditori che in Italia sono del nostro sistema l’ossatura, la spina dorsale del sistema. Non ho trascurato di ascoltare gli impiegati e gli operai profittando che molti tra loro sono miei parenti e quindi con l’opportunita’ di capire profondamente i loro problemi, per quanto non possa giudicare esaustive le informazioni raccolte, ma bastanti a farmi la mia opinione per me stesso, e non certo ne’ per comizi, ne’ per giornalismo, ma solo per rispetto alla mia intelligenza che m’impone di capire il mondo che mi circonda e potere quindi giudicare a chi posso dare il mio microscopico voto quando vado a votare chi mi deve rappresentare. Un caro illustre amico che incrociai con mia moglie e i miei figli esordi’ dicendo: “Signora! Suo marito non e’ quello che appare, ma e’ un filosofo!” Colpendo nel profondo il mio primogenito di 8 anni che in una successiva conversazione si meraviglio’ che alla festa della mia cattolica compagnia non vi fosse anche, come Lui candidamente lo chiamo’, “Giovanni”! Mio padre m’insegno’ con l’esempio che la vita di ciascun essere umano e’ sacra e ciascuno e’ una cattedra universitaria che non ha bisogno di pergamene, lauree o altro per essere fonte di conoscenza, saggezza e originale pensiero. Giovanni credo sia allineato a mio Padre.
E questo e’ il motivo per cui sono critico verso la mancanza di confronto tra i vertici dei partiti e la base degli iscritti. A tale proposito ricordo con piacere una cara signora ex membro della Direz Naz.le del PCI, che detestava Veltroni, dirmi che mi avrebbe voluto fare parlare di questi contenuti al Congresso Naz.le del PCI pur essendo sempre stato un anticomunista. L’essenza che essa seppe cogliere dai miei pensieri era quella democrazia che anch’essa vedeva indebolita da giochi di potere del palazzo. La democrazia partecipativa e’ la prima ricchezza del paese. Poi si puo’ discutere, confrontarsi, acciuffarsi, ma rimane certo che la Democrazia e’ il fuoco sacro che da’ vera ricchezza immateriale e materiale, agli integrali bisogni dell’essere umano, centro dello Stato e non schiavo dei tiranni o della … “Casta”. Poco tempo fa’ favorii un incontro tra una decina di miei colleghi di lavoro e un Consigliere Istituzionale del Governo per parlare di alcuni problemi lavorativi. Ci si mise tutti seduti a cerchio e con toni pacati e quasi familiari avviammo la conversazione. Colleghi che lavorano, si alzano il mattino, “corrono” in banca a coprire gli extrafidi, pagano le tasse, le bollette, il mutuo della casa, mandano a scuola i propri figli, vanno alle assemblee condominiali a litigare, mandano con sgomento le mogli ai supermercati dove con 50 € esse devono compiere dei miracoli che nemmeno i molti ben lussuosamente pagati economisti dello Stato saprebbero fare. Terminato il “convivio”, dopo pochi giorni con l’occasione di una cena familiare con uno d’essi, lo stesso esordi’ a tavola: “e’ incredibile che un gigante di quella portata si sia messo a parlare con noi che siamo piccoli, piccolissimi!” accompagnando il suo parlare al gesto della mano che porta l’indice al pollice ad indicare il “piccolo”. Questa e’ la democrazia partecipativa che la “casta” trasversalmente non vuole, ma che paradossalmente l’ex membro della direzione del PCI voleva in opposizione al pluripensionato d’oro Veltroni che difatto spazzando queste opposizioni prese il comando del Partito. Concludo dicendo che secondo me non saremmo arrivati al Governo Tecnico se la Democrazia nei Partiti fosse stata protetta. E forse oggi i membri del Governo e i sottosegretari non avrebbero i lussuosi stipendi che oggi in una intervista televisiva l’On Mussolini ha segnalato come evidente simbolica contraddizione tra i propositi del Governo e detti benefit che sono un “insulto” a mio cognato operaio, padre di 2 figli, che da tre mesi non prende lo stipendio in quanto la ditta per la quale lavora e’ in crisi. Cognato che deve portare il mangiare a tavola e non le “brioches” di Maria Antonietta, e dei suoi nobili cortigiani, oggi europei e non più’ francesi.


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