Dal crollo delle Torri al crollo dell’economia. Solo un caso?

//   8 agosto 2011   // 0 Commenti

attentato torri gemelle

Fra un mese circa sarà il 10° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, Osama Bin Laden allora lanciava la sua sfida e dalle antenne di Al Jazeera annunciò che cominciava il crollo del capitalismo che ha negli Usa il genitore più riconosciuto. La profezia o la strategia sembra stia avverandosi, 10 anni di guerra all’integralismo con i conflitti ancora in atto sono costate e stanno costando cifre astronomiche, circa 700 miliardi di dollari in un anno; certamente la macchina bellica ha prodotto fatturato e altri hanno consumato, ma non si è investito in sviluppo e ricerca, bensì solo in bombe e armamenti e le migliaia di morti da una parte e dall’altra sono una parte della grave sconfitta. Poi la crisi, la più forte dopo quella del ’29 della quale ha gioito chi i soldi ce li ha per comprare ai saldi..aziende e forse stati, e i capitali freschi erano e sono anche di provenienza araba, anche il nostro Berlusconi invitò Gheddafi a comprare Unicredit e altre chicche nostrane per un totale di 140 miliardi di euro circa, mica spiccioli. I fondi sovrani comprano e le rivolte del Maghreb stanno a testimoniare che con nuovi focolai si attende che la Nato, gli Usa e l’Europa siano chiamati a spegnere, ma questa volta la macchina da guerra Usa si è fermata a riflettere e a pensare che le spese militari vanno ridotte, che non ci sono ormai più occhi per piangere e che le cannoniere fra poco rimangono senza benzina. Il nemico quindi ha colpito e trascinato in una guerra dispendiosa l’odiato Occidente che ha lasciato scoperte ” le province dell’ impero “, quando successe ai tempi dei Romani cominciarono le rogne, politiche ed economiche. Fra chi possiede oggi masse di denaro liquido illimitate ci sono gli arabi, ci sono quei paesi che anche se hanno patti di ” alleanza strategica ” con gli Usa rimangono sempre nemici degli ” infedeli “, basta osservare con quale casualità sospetta sono scoppiate le rivolte in Egitto, Tunisia, Libia, Siria ecc..  Alimentare disordini nei quali richiamare il capitale occidentale per farlo impantanare, perché già troppo impegnato con guerre che secondo Bush si dovevano pagare da sole…

Grandi osservatori internazionali, storici, economisti e studiosi di religioni stanno commentando gli avvenimenti leggendo una sorta di declino politico-economico che impedisce a tutti di fallire e tutti devono sostenere chi è in difficoltà, altrimenti il domino inarrestabile farebbe cadere uno ad uno i Paesi cosiddetti ricchi e industrializzati, una strategia perfetta che sta alimentando il disordine economico nelle fila di chi sembra non in grado di fronteggiare il nemico, invisibile come lo sono i capitali che vengono spostati alla velocità di un clik e che sembra non abbiano più regole nè rispetto, infischiandosene di equilibri che puntellano il castello sempre più pericolante delle economie. Volevano decapitare l’odiato dollaro e ci sono riusciti, declassati gli Usa la moneta verde non è più una certezza, un tempo equivalente all’oro. Ben altri tempi, ora ci sono i dati dei rating che per la prima volta nella storia hanno declassato il mito americano a poco affidabile, Osama ora che è stato giustiziato, anche se i Navy Seals hanno perso 22 uomini qualche giorno fa, uno per 22 se contiamo solo quella missione, ha contribuito a ingenerare un meccanismo che ha disegnato nuovi scenari economici e dove l ‘ America non solo ha perso credibilità economica ma rischia di non essere più la superpotenza che in un modo nell’ altro faceva sentire la propria autorevolezza o la propria forza.
Ma un mondo con gli Usa timorosi è un mondo molto più pericoloso e l’ Europa dovrà fare concretamente la sua parte, in futuro potremo contare meno sulle portaerei e sulla solidità del dollaro degli alleati, aiutare noi stessi e aiutare gli Usa a combattere contro chi nell’ombra sta tramando contro di noi.


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