Dal Ceviche al Pisco: Buen provecho!

//   5 giugno 2012   // 0 Commenti

Machu-Picchu-Peru

I modi per conoscere un Paese sono molteplici, ma sicuramente quello più interessante e gratificante è farlo attraverso la gastronomia.
Questo punto di vista ben si combina con il Perù, per l’infinità di sapori, colori e aromi che questa terra serba. La ricca tradizione gastronomica peruviana risale a tempi antichi, ad epoche ancora precedenti la civiltà Inca, secoli di sapori che hanno ricevuto una profonda influenza spagnola, africana e cinese, quest’ultima dando vita alla cucina chifa. Gli italiani hanno coniugato gli aromi mediterranei ai prodotti locali, fino all’arrivo dei giapponesi che ne hanno marcato notevolmente le caratteristiche, originando la cucina nikkei, ovvero piatti a base di pesce accompagnato da salsa di soia, peperoncino piccante, zenzero o pisco.

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Oggi la gastronomia peruviana si colloca tra le più gustose dell’America Latina, un perfetto equilibrio di sapori internazionali che sa deliziare il palato anche dei più esigenti grazie all’incredibile ricchezza di prodotti della terra, tra cui l’ampia varietà di patate, mais e riso, alla base delle pietanze di tutti i giorni, mentre la varietà climatica del Paese, dovuta anche alla diversità tra le sue regioni geografiche, dà vita a profonde differenze nell’alimentazione da zona a zona.
Il nord del Paese è specializzato nella preparazione di piatti a base di riso, volatili e capretto, mentre prodotti come la patata, il mais, la carne del porcellino d’India e il peperone vengono utilizzati principalmente nella cucina della sierra. Nelle regioni della Foresta Amazzonica la dieta è costituita principalmente da pesce, soprattutto orate, e da frutta e verdura tropicale, come patate dolci e platani.
Lungo la costa l’alimentazione si basa soprattutto su frutti di mare e molluschi, anche se si fa largo uso di pollo. Ognuna delle 25 regioni del Paese propone piatti con caratteristiche e ingredienti propri: il cebiche di pesce di Lima; la papa a la huancaína; l’arroz con pato di Chiclayo; il chupe de camarones di Arequipa; la sopa seca di Chincha; il juane de gallina dell’Amazzonia e l’incomparabile pachamanca della sierra, piatto a base di tre tipi di carne.
Portate che sono solo un esempio della grande varietà gastronomica peruviana il cui emblema è Lima, nominata Capitale Gastronomica d’America dall’Istituto Nazionale per la Cultura del Perù e dove proprio lo scorso anno si è inaugurato un vero e proprio museo culinario, la Casa de la Gastronomía, che ripercorre con un percorso di 12 ambienti i 500 anni di fusione e di tradizione della cucina peruviana attraverso cui i peruviani intendono commemorare e dare piena mostra dell’infinità di sapori, colori e aromi che la loro terra serba.
Ma non è tutto perché proprio nella capitale peruviana si svolge ogni anno nel mese di settembre la Fiera Mistura, manifestazione gastronomica internazionale organizzata dall’Associazione Peruviana di Gastronomia (APEGA), fondata nel 2007 dal famoso chef peruviano Gastón Acurio e che è diventato uno degli eventi gastronomici più importanti del pianeta.


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