Dal 2013 il cinema sarà solo in digitale

//   6 settembre 2011   // 0 Commenti

Logo_20th_century_fox

pellicola bobinaIl presidente di AGIS e ANES Paolo Protti ha scelto il set della 68^ Mostra del Cinema di Venezia per rendere pubblico un comunicato proveniente dagli alti ranghi della major cinematografica di Rupert Murdoch. La 20th Century Fox, società americana di produzione e distribuzione video, rinuncia definitivamente alla pellicola, e si converte totalmente al digitale. Molte sale cinematografiche devono ancora adattarsi ai nuovi parametri imposti dal digitale e attrezzarsi di conseguenza per supportare questa nuova tecnologia, perciò l’eclissi dei film in pellicola in casa Fox è rimandato al 1 gennaio 2013.

Il cambiamento porta con sé numerosi vantaggi: qualità della visione in primis – il digitale in 2K o 4k ha una risoluzione nettamente superiore a quella offerta da una visione in pellicola – risparmio nei costi di stampa e di distribuzione (se le tradizionali pellicole inviate agli esercenti sono costituite da pesanti e costose bobine, i film digitali vengono inviati invece attraverso dispositivi come hard-disk esterni o, tramite la rete), e ancora comodità nell’uniformità del formato; con la creazione del consorzio DCI approvato dalle grandi major americane, è stato infatti imposto uno standard universale che permettesse di definire le specifiche tecniche e le modalità operative del Cinema Digitale, valido per tutte le sale. Altri pregi della tecnologia che promette di stravolgere le tradizionali proiezioni cinematografiche in pellicola sono la stabilità dell’immagine, e la resistenza del prodotto (la pellicola si usura e deteriora con maggior facilità).

L’inconveniente numero uno però sembra essere l’esponenziale costo delle apparecchiature in grado di supportare questa tecnologia; si tratta di una spesa forse irrisoria per le multisala che ormai spopolano nelle grandi città e nelle periferie, ma cifre talvolta insostenibili per le piccole sale, i cui proprietari non riescono a reggere i costi del ricambio tecnologico ormai alle porte e, a quanto pare obbligato.

Lo stesso Paolo Protti ha manifestato le sue preoccupazioni: “Se la transizione al digitale non viene fatta contemporaneamente da tutti e con strumenti di credito per le realtà meno forti, diventerà un vantaggio di pochi e un danno per tutti”.


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