Dado Martino, nome d’arte di un comico italiano di cui si sentirà parlare per i prossimi anni

//   22 luglio 2013   // 0 Commenti

Dado MartinoDADO MARTINO: Nome d’arte di un comico italiano di teatro di cui si sentira’ parlare per i prossimi anni, sia perche’ gia’ apprezzato dal pubblico teatrale, sia perche’ trasmette   la vera magia dell’artista a detta di chi lo conosce. A Foiano della Chiana e’ cominciato il primo
film diretto appunto da DADO, sostenuto da molti privati, da molte aziende nazionali e internazionali come la JVC Kenwood.
Gli incassi del film, detratte le spese, saranno devoluti in trasparente beneficenza in Italia.
Come tutti i grandi comici Egli da Regista applica appieno la Sua Arte che ha nel sangue! Un nuovo Benigni? La novita’ del film in produzione e’ che gli attori sono chiunque, tutte persone comuni che danno la disponibilita’ tre giorni prima, mentre le comparse sono i grandi nomi del cinema, che hanno dato la loro disponibilita’ al nostro DADO!
Prima Rivoluzione! Prima vera artistica, comica rivoluzione! Per generare un film realistico, spontaneo, ricco di elementi sfumati d’imprevedibilita’ che l’attore improvvisato puo’ dare arricchendo in modo unico il film stesso. Dado dice: “voglio cogliere la naturalita’ della persona! Un barman deve essere un barman! Un facchino un vero facchino! Le scene sono uniche e non vengono ripetute proprio per esaltare la naturalezza della recitazione e trasmettere cosi’ quel senso di partecipazione agli spettatori coinvolgente tante emozioni”. Ovviamente il film ha una sua trama ideata da DADO. Trama intessuta dai fili d’oro della comicita’, dell’amore, della sofferenza, dell’emarginazione, della speranza che approda al grande segnale di allarme sulla incomunicabilita’ fra esseri umani, per quanto siano iperevoluti i mezzi di comunicazioni. “Siamo sempre connessi con il mondo, ma siamo sempre piu’ soli davanti alla tecnologia” nel film e’ una delle cornici alle scene, questo pensiero di Dado. Ma non manca il richiamo e la protesta alla dominante leggerezza delle parole come il “Ti amo”, che dovrebbe sempre racchiudere un significato coinvolgente la intera vita, nel mentre spesso e’ dissacrata dal senso del relativo che permea il vivere quotidiano. Quindi nel complesso il rivoluzionario film di DADO implicitamente genera vero dibattito culturale, ovvero la vera funzione della cinematografia. “I wanna be the Testimonial” sara’ girato anche a New York, alla Grande Mela, in connessione con i sogni e con le ansie del protagonista principale del film, DADO appunto, che narra di un giovane racchiudente in se’ la molteplicita’ del comune sentire, vivere, percepire, amare e soffrire. Dado a conclusione di questa prima intervista esclusiva data a Mondolibero dice: “vorrei tramettere a tutti il messaggio che tutti hanno un grande valore da vivere: il presente della loro vita che va’ vissuta fino in fondo nell’assaporarne tutti i contenuti naturali ch’essa ci da’, perche’ e’ importante essere liberi di sentire se stessi, di essere padroni del proprio tempo, e di potere amare il prossimo. Nella societa’ c’e’ poco amore! L’altro non esiste. E questa distrazione ci toglie la possibilita’ di vivere l’unica cosa importante che c’e’ nella vita: La Vita”


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