Ospedale di Pescia, quando la burocratizzazione uccide il servizio sanitario

//   2 dicembre 2011   // 0 Commenti

ospedale pescia

Dato il pluriennale impegno in prima linea de La Destra a difesa dell‘ospedale di Pescia, vengo spesso avvicinato da cittadini preoccupati per il futuro del nostro nosocomio come pure da coloro che lamentano sempre più frequentemente un vistoso calo della qualità delle prestazioni ed ancor più da chi denuncia una sempre maggiore difficoltà a fruire di tali prestazioni.

Da un po’ di tempo a questa parte una percentuale ragguardevole delle lamentele riguarda il Servizio di Diabetologia. In questo caso però l’oggetto delle critiche non sono gli operatori, a cui i pazienti riconoscono professionalità e disponibilità, ma lo stravolgimento del modello organizzativo avvenuto negli ultimi mesi.

Si è passati infatti, a quanto riferito, da un modello di struttura “aperta”, quale dovrebbe essere quella dedicaca a malati cronici con mille problematiche quali sono i diabetici, ad una struttura “rigida” esasperatamente burocraticizzata che tende più a respingere i pazienti piuttosto che ad accoglierli. A dire degli interessati questo sarebbe dovuto alla rivoluzione con cui si è voluto forzatamente imporre il modello organizzativo pistoiese non certo brillante per elasticità nè per disponibilità.

A Pescia il Servizio di Diabetologia gestiva in proprio gli accessi praticamente senza attesa, informava correttamente gli utenti riguardo a tutto ciò fosse propedeutico alle prestazioni da effettuare, eseguiva puntualmente agli orari prestabiliti quanto concordato ed, in caso di imprevisti, suppliva col buonsenso e la disponibilità degli operatori onde alleviare i disagi dei pazienti.

Oggi invece la situazione che viene riferita è per lo meno surreale: tutto deve passare per il C.U.P. con enormi perdite aggiuntive di tempo e disagi gratuiti. Si sono così enormemente allungati i tempi d’attesa, i pazienti vengono frastornati da informazioni contraddittorie (a molti sembra sia stato dato l’appuntamento in orari tra le 12 e le 15 con la raccomandazione scritta ad essere digiuni da almeno dieci ore?! ed a qualcuno adirittura pere sia stato consigliato di sospendere ogni terapia dal giorno precedente?!?!), si verificano accessi errati riguardo alla tipologia di prestazione, gli orari spesso sono estremamente approssimativi.

Va poi considerato che a Pescia il personale infermieristico è nettamente inferiore, i medici a turno tevono andare a tamponare Pistoia (a tale proposito sarebbe ridicolo se fosse vero che talvolta nella stessa giornata un medico di Pescia va a supportare Pistoia ed uno da Pistoia viene a Pescia ?!), il tutto si traduce con periodici intasamenti degli ambulatori, appuntamenti che slittano di ore, medici ed infermieri in difficoltà, pazienti confusi ed inferociti, il tutto paradossalmente fornendo un numero nettamente inferiore di prestazioni rispetto a prima.

La sensazione diffusa, avvalorata dalle sempre più consistenti voci di corridoio, è che tutto ciò non succeda a caso ed all’insaputa della dirigenza ASL-3 PT, forse è congeniale ad un disegno più ampio creare disagi e ridurre le prestazioni onde giustificare, una volta ultimato l’ospedale nuovo, l’accentramento di tutta la Diabetologia (e non solo..!!) a Pistoia!!

Purtroppo tale scenario appare tragicamente verosimile in quel quadro complessivo di progressiva “morte per asfissia” dell’ospedale valdinievolino in atto da tempo che si realizza asportando, o più frequentemente strangolando, proprio quelle strutture meglio funzionanti.
La Destra chiama cittadini ed istituzioni locali a far sentire in modo sempre più deciso la propria voce tenendosi pronti anche ad iniziative dirompenti e coraggiose!!


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