VASCO CANTA PURE, MA PER FAVORE NON PARLARE

//   20 agosto 2011   // 0 Commenti

vasco

Sulla droga ne penso tutto il male possibile. Non mi riferisco certamente all’utilizzo terapeutico e medico-sanitario, quanto piuttosto al suo consumo illegale.

Un tempo era di esclusivo “sballo” di una parte della società che si poteva permettere il lusso di trasgredire le regole paventando una sorta di impunità. Oggi, l’approccio è divenuto generalizzato e di pubblico uso, tanto da registrare un’impennata vertiginosa dello “spaccio” ad opera anche di improvvidi e maldestri giovani che per sbarcare il lunario non pensano alle conseguenze penali e personali alle quali vanno incontro. Le nostre città sono piene di ragazzi che si lasciano abbindolare dal fruscio del denaro contante “guadagnato” facilmente e senza sforzo alcuno.

Con pochi euro, 10/15 al massimo, si possono acquistare dosi più o meno “tagliate”, mescolate ,cioè, ad altre sostanze come il borotalco, o a polveri delle più disparate, schifezze che vanno in circolo nel corpo degli assuntori provocandone a volte la morte.

I luoghi dello spaccio sono gli stessi di sempre: discoteche, bar, angoli di strada, appartamenti, garage, centri commerciali. Posti convenzionali e ben conosciuti che possono variare ed adeguarsi alle esigenze della clientela. Infatti, per chi viaggia lungo la penisola la “polverina” o il “fumo” può essere acquistato presso i distributori di carburante disseminati lungo tutto il territorio nazionale. E’ sufficiente seguire le indicazioni lasciate dagli spacciatori sopra i cartelli stradali sui quali vengono scritti messaggi multimediali del tipo “Dio c’è”, “Ave Maria”, “Dio è amore”, luoghi comuni usati nell’ambiente per avvertire la “clientela” che in quel determinato distributore o ambiente, è possibile trovare la droga.

Non un messaggio distensivo e religioso, quindi, ma di tutt’altra natura e specie, purtroppo.

I nostri ragazzi sono eccessivamente manovrabili e molto attenti al mondo dello spettacolo e su tutto ciò che vi gira intorno. Non aiutano di certo le dichiarazioni rilasciate da Vasco Rossi che pubblicamente ha affermato di soffrire di “mal di vivere” e che da anni sopravvive grazie ed un cocktail di “psicofarmaci”.

Sarebbe da citare per danni indotti, la più famosa e seguita rock star italiana. Le sue dichiarazioni sono gravi e non mi stupirei se producessero un effetto “domino” sui fans ed ammiratori. Una vicenda simile coinvolse alcuni mesi or sono il cantante Morgan costretto a ritirarsi dalla competizione canora di Sanremo ed ad effettuare un perentorio dietro front dopo aver ammesso che faceva regolarmente uso di farmaci e droga per curare la depressione. Sarebbero questi i simboli sui quali  puntano i nostri figli?

La musica è un messaggio di speranza, attraverso di essa si può comunicare e stabilire un contatto con chiunque, la sua universalità e concretezza va al di là di qualunque divisioni o trasgressione. Se Vasco Rossi o chiunque altri pensa di essere tanto sprovveduto da non saperlo, ebbene che stia zitto.

Sono tanti i motivi per cui non si può liberalizzare la droga, l’emulazione è uno di questi.

Sfido chiunque a dimostrare il contrario!


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