Cyberwar il mondo in allarme

//   18 luglio 2011   // 0 Commenti

CyberWar

Come nei più accreditati film di fantascienza oggi la guerra le grandi potenze la fanno anche in rete, anzi è la forma di battaglia più insidiosa e difficile da contrattaccare o da prevenire. Negli Usa da anni sono al lavoro task force gruppi di lavoro nella “cyber strategy” adottata per evitare catastrofi incontrollabili che hacker al servizio del nemico nella più isolata pazzia, magari le cellule del terrorismo musulmano integralista, possono innescare. Nelle azioni preventive sono state attivate procedure per rilevare la minaccia e contrastarla, riuscire a sostituire in tempo reale canali inquinati da virus elettronici un pò come i generatori ausiliari quando va via la corrente elettrica, sviluppare accordi con i paesi alleati, stabilire anche alleanze con i privati, pensiamo a tutte le informazioni che giornalmente vengono sottratte illegalmente dalle banche di aziende con brevetti, dati ecc…
terminator salvationNella primavera di quest’anno, alcuni hacker si sono infiltrati dentro il sistema di una azienda che collabora con il Pentagono sottraendo 24mila file riservati, quello poi che si sa e che non riescono a tenere nascosto. Abbiamo poi assistito all’operazione di Obama che ha destinato 50 milioni di dollari ad una squadra in grado di trovare un sistema per evitare l’oscuramento internet in paesi dove avvengono rivolte o guerre civili, come recentemente accaduto in Maghreb, ma sembra che l’Iran abbia subito risposto con una contromossa, si pensa che il prossimo paese “in rivolta” potrebbe essere proprio la base degli ayatollah e allora, il simpatico tiranno di Teheran, preferisce impedire la visione al mondo del sangue che scorrerebbe nelle piazze. Non semplice identificare il nemico nel cyber spazio, sui missili individuati da radar e a volte abbattuti prima dell’ impatto ecc. Si trova il marchio di provenienza e quindi una risposta per quanto tardiva sa dove colpire, nella rete no, il segnale potrebbe partire dagli Usa e rimbalzare dalla Russia o da altri paesi, impedendo una risposta selettiva e quindi di fatto inefficace. Migliaia di intrusioni ogni giorno nei sistemi di sicurezza di aziende private e pubbliche, istituzioni ambasciate e piani militari sottratti come i dati rubati ai servizi segreti nel mondo e diramati con WikiLeaks, vicende che vengono poco spiegate per non allarmare e forse per non dare vantaggi ad una ricerca ed a una tecnologia che ormai non ha quasi bisogno dell’implementazione umana, già non sappiamo arginarne i confini ne fisici ne possiamo farlo se non inficiando il significato di libertà della rete, quanti film di fantascienza sono stati superati dalla realtà e ormai quando andiamo al cinema a vedere anche i più futuristici scenari sentiamo dentro di noi la consapevolezza che è solo questione di tempo, pensando al fax pensiamo già alla preistoria, un mondo senza internet non lo ricordiamo neppure anche se siamo di generazioni più vecchie, oggi potremo vedere da hacker e virus invisibili bloccare centrali elettriche, senza pensare ai rischi del nucleare, o vedere alterate linee aeree e ferrovie, finchè l’uomo ancora programma i sistemi operativi dei pc può cercare di creare anche i sistemi per controllare, ma chi controllerà chi? E chi sarà nel bene? Solo continuando a controllare l’elemento di autoimplementazione che si va ricercando, le ricerche sulle intelligenze artificiali, sui super computer sono da anni in evoluzione, vediamo di non trovarci dentro, di Swarzy ce ne è uno solo, difficilmente potremo vincere contro le macchine, da Giulio Verne in poi gli scrittori di fantascienza ci hanno indovinato sempre, oggi le capacità di assistenza che l’uomo può avere dalla tecnologia buona sono talmente tanto potenti che solo l’uomo con il libero arbitrio deve comprendere fin dove spingersi, perchè le macchine non diventino cattive.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *