Ora al lavoro

//   24 marzo 2012   // 0 Commenti

Giorgio-Squinzi

Habemus nuovo Presidente. Dopo una campagna elettorale lunga e che ha diviso quasi equamente gli imprenditori italiani, Giorgio Squinzi è il nuovo Presidente. Finisce 93 a 82, Squinzi batte Bombassei. Le dichiarazioni che malgrado la battaglia sia stata fra le più “cruente” nella storia di Confindustria lasciano spazio alla diplomazia “Il Presidente di tutti” , o “Ora è il momento della compattezza” ecc. L’Italia sta vivendo cambiamenti importanti con il Governo Monti, alcune riforme come quella del lavoro hanno infranto anche tabù come l’art.18, anche se all’acqua di rose. I cambiamenti dovranno essere anche nel sindacato degli imprenditori, la confindustria evitare emorragie di associati, significa affrontare con decisione le emergenze ed è ciò che gli imprenditori, le PMI, cioè la maggioranza si aspettano.

1- Riorganizzazione e razionalizzazione della macchina burocratico/elefantiaca dell’associazione.

2- Maggiore attenzione alle esigenze della PMI

3- Ottenere dallo Stato i pagamenti che l’Europa impone a 60 giorni (una barzelletta per chi in Italia aspetta anche 3 anni e a volte fallisce prima dell’incasso).

4- Ottenere valide compensazioni e totale moratoria dei debiti verso Equitalia e simili (non si capisce perché le imprese debbano pagare Iva e tasse anche su fatture non incassate).

5- Politiche del credito che tengano conto che il nostro sistema delle imprese non ha eguali in Europa e nel mondo, le regole attuali non fanno altro che avvantaggiare i nostri competitors, Germania in testa.
6- Fare veramente Sistema per internazionalizzare riproponendo una nuova Ice e obbligare la politica dei ministeri competenti alle esigenze del Sistema Italia.

7- Suggerire una politica fiscale che favorisca l’internazionalizzazione ma scoraggi la delocalizzazione.

Solo un elenco delle vere priorità che alle aziende necessitano. Il nuovo Presidente, un imprenditore che si è fatto da se, che ha saputo creare nella chimica un’azienda modello nel mondo, potrà con la squadra giusta affrontare le priorità, ascoltando e mediando, soprattutto decidendo.

Il tempo è finito per le vecchie logiche di concertazione altrimenti le fughe dal viale dell’astronomia continueranno e la forza del sindacato degli imprenditori diminuirà come la speranza della ripresa, una mancanza di traguardi futuri senza il quale un imprenditore si spegne come le vite dei tanti suicidi avvenuti. Il nuovo Presidente dovrà con i fatti ridare anche la speranza a chi l’ha persa e la sta perdendo.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *