Crisi Idealstandard, il caso arriva in Europa

//   4 gennaio 2012   // 0 Commenti

ideal standard 300x199«Cercheremo di coinvolgere il commissario europeo che si occupa di politiche del lavoro, ma la politica non sempre può intervenire nelle decisioni industriali delle aziende, anzi quasi mai. Tuttavia, alla luce della natura della proprietà di Ideal Standard (un fondo finanziario americano), riteniamo ci sia qualche possibilità in più rispetto ad altre situazioni. Proprio per questo cercheremo di creare un fronte unitario con i nostri colleghi, al fine di formare una massa critica più considerevole». Queste le parole pronunciate dall’On. Antonio Cancian e dalla collega On. Debora Serracchiani (Pd) in un incontro con gli Amministratori di locali friulani per cercare di fare chiarezza sull’empasse che coinvolge in questi giorni i 1500 lavoratori della Ideal Standard di Orcenigo Inferiore, uno dei sue stabilimenti italiani che l’azienda è intenzionata a chiudere. Al confronto sono intervenuti anche il deputato Isidoro Gottardo, il consigliere regionale Paolo Santin, il sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti, e rappresentanti delle amministrazioni comunali di Azzano Decimo, Casarsa, Sesto al Reghena, Spilimbergo e Fiume Veneto. Dopo l’introduzione di Masotti Cristofoli, è stata la volta di Franco Rizzo (Uil), Giuseppe Pascale (Cgil) e Maurizio Sacilotto (Cisl) che hanno esposto un quadro per molti versi preoccupante. A quest’intervento, gli eurodeputati Cancian e Serracchiani hanno fatto seguire una lettera indirizzata a David Hamill, presidente e amministratore delegato di Ideal Standard International per sensibilizzare i vertici aziendali sulle possibilità di ripresa dello stabilimento friulano nell’ottica di mantenere le vive le trattative per una ripresa del lavoro.


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