Crescono le proteste contro il calendario venatorio di Stival/FIDC

//   20 luglio 2011   // 0 Commenti

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Marcello Spigolon

L’Assessore alla caccia della Provincia di Vicenza, Marcello Spigolon, rendendosi interprete della forte contrarietà espressa dai Comitati direttivi dei Comprensori alpini della provincia di Vicenza per i contenuti del calendario venatorio regionale per la stagione 2011/2012, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore regionale Stival e su consulenza dei dirigenti della Federcaccia, ha inviato al Presidente Zaia ed all’assessore regionale Stival una lettera di “vibrata protesta” della provincia di Vicenza per le disposizioni riportate nel calendario venatorio regionale e riguardanti le limitazioni imposte per il prelievo venatorio nella Zona Faunistica delle Alpi. Nella sua lettera inviata alla regione, l’assessore provinciale Spigolon ha ricordato che le disposizioni imposte nel calendario venatorio regionale vanno contro alle tradizioni locali, ancora molto radicate nel vicentino, di cacciare il capriolo maschio con l’ausilio del cane segugio ed utilizzando anche fucili con canna ad anima liscia, così come peraltro prevede la legge nazionale 157/92. L’assessore Spigolon, nella sua missiva infuocata, ricorda altresì all’assessore regionale Stival che la normativa vigente attribuisce alle province e non alla regione le competenze per definire le modalità di caccia nella Zona Faunistica delle Alpi. Molto più critici i presidenti dei Comprensori alpini della provincia di Vicenza i quali, con una lettera inviata all’Assessore regionale Stival, hanno stigmatizzato “l’imposizione, quantomai inopportuna, espressa nelle modalità di prelievo degli ungulati di vietare l’uso dell’arma ad anima liscia seppure caricata a palla asciutta e l’ausilio dei cani da seguita nella caccia agli ungulati poligastrici appartenenti alle specie Daino, Camoscio alpino, Capriolo, Cervo, Muflone”, denunciando che con le norme varate nel calendario venatorio regionale “tutto il lavoro dei Comprensori alpini è reso vano da una decisione imposta dalla Giunta Regionale che non tiene conto di quanto faticosamente realizzato all’interno delle poche autonomie locali e nemmeno di quanto espressamente previsto nella legge dello stato 157/92”. Nella loro lettera i Comprensori Alpini “prendono fermamente le distanze contro tali decisioni che riducono la possibilità di esercitare l’attività venatoria in armonia e in equilibrio fra cacciatori, fauna selvatica e ambiente”. Va ricordato che i presidenti dei Comprensori alpini hanno inviato la lettera di protesta a nome dei loro Comitati direttivi che sono composti da rappresentanti del mondo venatorio, del mondo agricolo, del mondo ambientalista, da esperti faunistici. Le proteste della Zona Faunistica delle Alpi contro il calendario venatorio regionale partorito dall’assessore regionale Stival, su consulenza dei dirigenti della Federcaccia, si vanno a sommare alle formali prese di posizione inoltrate in Regione del Veneto da parte di Maria Cristina Caretta, presidente di turno del CAVV (Coordinamento delle Associazione  Venatorie del Veneto),  che ha denunciato l’inaccettabilità delle restrizioni ingiustamente imposte all’attività venatoria dall’assessore Stival attraverso il calendario venatorio 2011/2012, critiche ribadite anche dal Club del colombaccio, associazione specialistica che ha stigmatizzato l’inopportunità delle scelte della Regione del Veneto contrarie allo spirito di conservazione di alcune specie selvatiche. Non meno critiche le osservazioni mosse sotto il profilo tecnico scientifico  dall’on. Sergio Berlato ai contenuti di un calendario che si distingue per il mancato rispetto della normativa vigente e per l’imposizione di penalizzazioni all’attività venatoria che non sono previste né dalla legge statale e neppure da quella regionale. Ferma la condanna per le scelte imposte dalla regione anche dalle associazioni ambientaliste propositive e non integraliste quali Associazione Italiana Wilderness, Fareambiente, Ambiente e/è vita, che con loro distinte missive hanno pesantemente criticato l’operato dell’Assessore regionale Stival.


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