Costa d’Avorio, rinnovato il mandato dell’Onu

//   28 luglio 2011   // 0 Commenti

caschiblu costadavorio 300x204Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato di un anno il mandato della missione dell’Onu in Costa d’Avorio (Unoci). I 9500 caschi blu dispiegati nel paese africano rimarranno dunque al loro posto fino al 31 luglio 2012. I Quindici hanno preso la decisione mentre il neo presidente ivoriano, Alassane Outtara, era in visita al Palazzo di Vetro. Una delibera che rimarca quanto il paese ivoriano sia ancora lontanissimo dall’agognato ritorno alla normalità.

L’arresto dell’ex presidente Laurent Gbagbo datato 11 maggio, frutto del blitz orchestrato dalle forze militari francesi e dell’Onu, non ha infatti contributo a risollevare le sorti di un paese sì tra i più prosperi dell’Africa occidentale, ma costantemente sotto la minaccia del conflitto civile, come dimostra l’ininterrotta presenza dal 2003 dei caschi blu, volta al mantenimento della pace interna e al rispetto dell’armistizio. La nomina di Alassane Outtara -ex vicedirettore del Fondo Monetario Internazionale caldeggiato e sostenuto dalla comunità internazionale-, pur essendo diventata finalmente operativa dopo i 4 mesi vissuti sotto l’assedio delle truppe di Gbagbo in un hotel di Abidjan, non è servita a molto.
Paradossalmente, infatti, sono le forze di sicurezza e le milizie spalleggiate dallo Stato stesso a creare un clima intimidatorio che impedisce a migliaia di persone sfollate nel violento periodo post-elettorale,  di far rientro nelle loro abitazioni. 670mila rifugiati nell’inferno dei campi di accoglienza che hanno paura di tornare a casa, specialmente i simpatizzanti dell’ex presidente. Le vittime di ieri si stanno trasformando nei persecutori di oggi, mentre i proclami di Outtara – “gli ivoriani saranno trattati tutti allo stesso modo, specialmente nella parte ovest del Paese dove molta gente è stata uccisa; chi ha commesso dei crimini sarà portato davanti al giudice” – rimangono sospesi nel vuoto. Per ora, l’unica giustizia è quella dei vincitori, per una faida interna che pare non aver mai fine.


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Alassane Outtara


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