Cortina Incontra / Svegliatevi, è primavera

//   17 agosto 2011   // 0 Commenti

primavera araba 300x200Nel corso del dibattito, sollecitati dall’editorialista Carlo Panella, il consigliere Stefano Dambruoso e il generale Carlo Jean hanno portato all’attenzione del pubblico dell’Audi Palace che l’Intelligence che ruota attorno ai Paesi della NATO (e in particolare Regno Unito, Francia, Usa) ha segnalato la presenza di fosse comuni con oltre 500 corpi. Ad esse va associata l’assenza di un’emigrazione numerosa, come quella degli altri Paesi del Maghreb, verso l’Europa. Questo ritrovamento è stato possibile perché per la prima volta è venuta meno la copertura degli occidentali, togliendo il velo agli orrori del regime di Gheddafi.
Il pianista Ramin Bahrami chiamato a discutere degli sviluppi recenti di quella che le cronache hanno definito la “primavera araba” esalta la figura del suo ispiratore: Bach. “Bach è la mia patria – ha detto – perché è il primo artista in grado di realizzare la globalizzazione. Bach non ha creato il ‘comunismo’, semmai ha reso ai massimi livelli la polifonia”.
Domenico Fisichella, già vicepresidente del Senato e ministro dei Beni culturali, cita Machiavelli e spiega come in Europa vi siano molti più ordinamenti politici rispetto al vicino mondo arabo. “È il suo tormento ed il suo vanto, che ha garantito al continente storia e libertà”. Cita il caso tedesco e francese, sostenendo che “le democrazie sono realtà così delicate che meritano tanta cautela ed attenzione alle garanzie di tutela dei diritti umani. Non dobbiamo pensare che i diritti umani presuppongano la democrazia nella sua forma più sviluppata”.
Carlo Jean, esperto di strategie militari e geopolitica, autore de “Intelligence economica” (Rubbettino), a proposito del futuro dello stato di Israele dice: “Laggiù non hanno le idee chiare”. Poi prosegue: “La colonizzazione europea fatta nel nome del ‘fratello dell’uomo bianco’, non sta più pagando, poiché oggi gli americani, principali fautori di questo metodo, sono allo sbando e – di conseguenza – anche noi siamo in affanno”.
Stefano Dambruoso, responsabile attività internazionali Ministero Giustizia, definisce “terrorista” il dittatore Gheddafi e parla del progetto di una Schengen mediterranea. E spiega che nel prossimo suo libro in uscita, dal titolo “un instante prima”, si tratterà del ruolo degli USA all’indomani dell’11 settembre
Prima della conclusione dell’evento, meravigliosa esibizione al pianoforte di Ramin Baharami.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *