CORTINA INCONTRA/ Ripensiamo le pensioni

//   13 agosto 2011   // 0 Commenti

Antonio Mastrapasqua ADS_0164

Cortina d’Ampezzo (BL), 11 agosto – “Ripensiamo le pensioni” questo il titolo dell’incontro che ha visto protagonisti ieri sul palco di “Cortina InConTra” il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, il direttore di NewsMediaset Mario Giordano, autore de “Sanguisughe. Le pensioni d’oro che ci prosciugano le tasche” (Mondadori), Enrico Cisnetto, editorialista e patron di “Cortina InConTra”, L’incontro è stato moderato dal giornalista Sergio Luciano.
Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua inizia inquadrando i dati delle pensioni in Italia: “Posso citare i dati del 2010: tra i lavoratori dipendenti, i pensionati d’anzianità ci sono andati a un’età di 58 anni e 3 mesi, quelli di vecchiaia a 62 anni e 3 mesi, la media è di 61,1. L’asticella si sta alzando, ma rispetto all’Europa siamo più bassi, sicuramente con l’aspettativa di vita e l’età pensionabile legata ad essa nel 2050 dovremmo raggiungere e superare gli altri paesi europei”.
“Le pensioni dei parlamentari – afferma Mario Giordano -corrispondono a 219 milioni euro l’anno per 15 milioni di contributi. Solo questa differenza, di 204 milioni di euro l’anno, non basta a risolvere i problemi, ma comunque non sono pochi. L’insieme di tutti i privilegi come questo sommati costituisce anche un valore economico rilevante. Il tema fondamentale è anche un altro. Quando si chiedono sacrifici ai cittadini, come ora, è legittimo che non si tocchino mai i privilegi dei parlamentari? Con che faccia si possono chiedere sacrifici agli italiani senza farne in prima persona? Come si può ricevere la pensione per un solo giorno in Parlamento? Giuliano amato 31mila euro al mese, Lamberto Dini 40mila euro al mese”.
“Molti enti sono autonomi rispetto all’Inps, dispiace che alcuni enti siano così generosi – risponde Mastrapasqua, ricollegandosi alle osservazioni sulle pensioni d’oro di Mario Giordano – tutti quelli istituzionali, Camera e Senato ad esempio, hanno regole che fanno avere conseguenze negative anche ai nostri pensionati Inps. Ho inaugurato un nuovo sistema all’istituto, quello della trasparenza: il bilancio dell’Inps, quest’anno di 570 miliardi di euro, fino al 2007 non era pubblico. Nel 2008 sono stato nominato e nel 2009 tutto era visionabile su internet. Nella legge di manovra appena approvata ci sono due cose importanti: primo, un contributo di solidarietà, mai riuscito prima d’ora, del 5% per le pensioni sopra i 90 mila euro e del 10% per quelle sopra i 150milaeuro, su base annua. Secondo, è stata bloccata la perequazione per le cosiddette pensioni d’oro. Questi due provvedimenti valgono circa 1 miliardo di euro”. Un monito arriva da Enrico Cisnetto, patron di “Cortina InConTra”, per questo dibattito salito sul palco come editorialista: “Dobbiamo alzare la soglia dell’età pensionabile, e farlo presto. Un italiano su quattro sta in pensione sulle spalle degli altri tre che lavorano, anzi nemmeno tutti, considerando il 25% di giovani che non lavorano. Troppo pochi lavorano e in troppi gravano sulle loro spalle, non è un discorso né di destra né di sinistra, ma di necessità, su questa voce dobbiamo intervenire”.
“In Italia – dice Mastrapasqua – l’80% delle risorse è distribuito su tre filoni: il pubblico impiego, la previdenza e le pensioni. Ci sono paesi del Sud dove degli studi del Sole 24 ore fanno vedere che il 52% degli abitanti è assistita dall’Inps sotto qualche forma. Credo che oggi l’Italia debba aprire su questo una riflessione seria e approfondita, la sfida è importante, i fatti di questi giorni non possono far tirare indietro nessuno”.
Mastrapasqua ha smentito che l’allungarsi dell’età lavorativa si risolva in una ulteriore riduzione di assunzioni di giovani, sottolineando al contrario l’importanza del rimanere in azienda per le “cosiddette persone anziane, che sono un valore aggiunto e possono trasmettere le conoscenze acquisite in una vita di lavoro ai nuovi arrivati, solo loro possono formare le nuove generazioni, se li mandano via forse si impoverisce l’azienda stessa”.
Giordano torna sul tema dei privilegi dei parlamentari: “Che diritto acquisito è quello di un parlamentare che è stato un giorno solo in Parlamento, solo per firmare le dimissioni, come è capitato nel 1982 all’avvocato Luca Boneschi che per questo percepisce un assegno di 3108 euro al mese? Più che un diritto direi che è un furto acquisto. Per mantenere i privilegi il Parlamento trova l’accordo, la pace e la velocità”.
“Parliamo di donne e pubblico impiego – continua Mastrapasqua – dal 1 gennaio 2012 andranno tutte in pensione a 65 anni. Ce lo ha chiesto l’Europa. L’Italia ha due tipi di pensioni di anzianità, quella dei 40 anni di contributi di lavoro consecutivo, per cui andare in pensione è un legittimo diritto e quella che spesso confonde, ovvero quella con le cosiddette quote. Se una persona ha 35 anni di anzianità contributiva, può andare in pensione con una serie di scalette, quello che prima era detto lo scalone. Oggi si ragiona sul non tenere più questa forma”.
“Nel 2000 – aggiunge Mastrapasqua – gli invalidi erano un numero esiguo, 1 milione e ottocentomila, per una spesa 6 miliardi di euro. Nel 2001 una norma che ha diviso le competenze tra centro e regioni. In 10 anni la spesa è passata a quasi 17 miliardi di euro, per 2,8 milioni di invalidi. Dietro questa invalidità civile, c’è un mondo di criminalità che si prende quasi 1 miliardi euro di questi 17 miliardi. Come Inps abbiamo fatto 800mila verifiche su questi invalidi, non è un bel lavoro, gli invalidi sono concentrati in quattro regioni del paese: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. L’anno scorso abbiamo eliminato il 15% pensioni, quest’anno viaggiamo attorno al 20%. La fatica è immane, le Asl dovrebbero avere i fascicoli,così per noi dovrebbe essere facile controllarli e verificarli, ma il 93% dei fascicoli è andato perso. Abbiamo dovuto rivisitare malati terminali, dal 2009 la spesa invalidi è rimasta fissa a 16 miliardi. In questi tre anni più di 500mila nuove pensioni di invalidità, la spesa rimasta uguale per i controlli effettuati su chi non ne aveva diritto. Un lavoro sporchissimo, nessuno ti ringrazia”.
Qualcuno paga pegno per queste truffe? E’ un malcostume capillare, diffuso che costituisce un costo ingente per la comunità chiede Luciano al presidente dell’Inps. “La regione con più alto tasso di invalidi – prosegue Mastrapasqua – è l’Umbria. Abbiamo inserito in due provvedimenti legislativi delle norme molto forti come l’obbligo dell’Istituto di una denuncia penale alla corte dei conti (oltre che alla Procura) contro il medico che ha certificato l’invalidità inesistente, l’invalido non si crea da solo c’è sempre medico che firma. Faccio concorsi per assumere dipendenti che da molto non venivano fatti. Che verranno pagati da impiegati e dovranno fare un lavoro da eroe. Per fare la lotta al caporalato in Puglia e Calabria abbiamo sei dirigenti sotto scorta, che hanno ricevuto minacce di morte, solo per fare quello che chiunque di noi si immagina deve fare un ente pubblico, ma io non mi fermo”. Mario Giordano nel suo libro cita anche la Banca d’Italia: “E’ un altro di questi posti che ci propina la ricetta del tagliare le pensioni poi vai a vedere e fanno parte delle istituzioni che hanno applicato con grande ritardo le norme che appartengono a tutti i cittadini, ci sono schiere di dirigenti con pensioni stratosferiche”


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