Cortina Incontra / Casa, agrodolce casa

//   23 agosto 2011   // 0 Commenti

casa catasto

Cortina d’Ampezzo, 22 agosto – Il sistema immobiliare italiano è stato al centro dell’appuntamento “Casa, agrodolce casa” ieri pomeriggio a “Cortina InConTra”.
“Possiamo dire che in Italia – ha affermato Gabriella Alemanno – c’è un’attitudine particolare a investire nel mattone e che l’80% delle famiglie ha una casa di proprietà. L’Agenzia del Territorio, su input di Tremonti nel 2008, ha fatto una mappatura del territorio e questa mappatura si è migliorata nel tempo: circa il 66% di abitazioni principali (20 milioni); una serie di case di proprietà tenute a disposizione, 15% (4,4 milioni); 9% (2,6 milioni) appartamenti locati; 2% case di proprietà uso gratuito a familiari (731 mila). Circa 30 milioni di immobili sono di proprietà di persone fisiche, mentre 3 milioni a persone non fisiche. Paradossalmente, la ricchezza in termini di valore è concentrata in una percentuale piccolissima di proprietari: il 50 % dei proprietari meno ricchi detiene il 29,6% di abitazioni e il 18.7% della ricchezza – 13 milioni di proprietari detiene 8 milioni di abitazioni; il 5 % dei proprietari più “ricchi” detiene il 16,5% di abitazioni e quasi il 25% della ricchezza – 1,3 milioni di proprietari detiene 4,4 milioni di abitazioni”. “Oggettivamente – ha aggiunto Alemanno – in Italia c’è una discrasia tra il valore delle abitazioni in termini di compravendita e il valore inteso come rendita catastale. Mediamente, valore delle abitazioni è pari a 3-4 volte del valore di rendita catastale. A seconda di come verrà toccato il tema casa dalla manovra, sarà diverso il modo in cui gli italiani faranno i conti con le proprie tasche”.
Buzzetti ha sottolineato l’importanza di interventi sulle infrastrutture, a partire dalle piccole opere: “Il 60% delle case italiane ha 50 anni e metà del patrimonio immobiliare non ha mai avuto un intervento di manutenzione. Non è vero che non si fa nulla. Ad esempio: “Il Decreto 70, approvato un mese fa, ha rotto tanti tabù su abbattimento, ricostruzione e cambio di sagoma degli edifici, ma rimangono operazioni slegate tra loro, se non vengono messe insieme da un Piano Nazionale. Le famiglie italiane continuano a crescere, si riducono di numero ma crescono di quantità (single, coppie non sposate). C’è necessità di dare case a giovani coppie che non potranno avere aiuti dai genitori, ma che con gli stipendi che hanno non si potranno comprare casa in centro città e dovranno andare periferie creando problemi di traffico. Questo scenario da noi apparentemente utopico di interventi nel campo delle infrastrutture, in Francia lo stanno facendo, lo stesso in Germania. La nostra politica nazionale deve capire che senza sviluppo il Paese sta perdendo la speranza per un futuro competitivo e grintoso”. Spaziani Testa ha introdotto il tema della riforma della tassazione degli affitti e dell’introduzione della cedolare secca. “La cedolare secca consentirà un miglioramento non solo nelle tasche dei proprietari, tassati prima fino al 60% per la locazione, ma anche per la vita dell’intera società civile. Ad esempio influirà moltissimo sul rapporto tra mobilità del lavoro e affitto”.
L’introduzione della cedolare secca può servire a far ripartire il mercato? Ha chiesto Liera a Spaziani Testa. “Questa è la scommessa del Governo, ma c’è da attendere, a causa di una serie di fattori, di meccanismi che specie all’inizio si sono inceppati. Ad esempio, il fatto che la cedolare secca sia entrata in vigore in corso d’anno e il fatto poi che siano stati introdotti meccanismi complicati e gravosi, come l’obbligo di sospendere l’aggiornamento del canone di locazione per tutta durata del contratto. Non abbiamo ancora un dato su quanti l’hanno scelta, ma rileviamo una grande attenzione e una diffusa richiesta di informazioni per una riforma importante e rivoluzionaria. Questo al momento non si è ancora trasformato in una scelta definitiva e si è marcata una differenza tra l’atteggiamento di chi doveva stipulare nuovi contratti e chi invece aveva contratti già in essere. Questi ultimi, ad esempio, hanno scelto la cedolare secca in misura inferiore”. Gabriella Alemanno ha concluso con una valutazione complessiva sullo status del sistema immobiliare italiano: “Nel 2008 c’è stato il crollo delle compravendite, ma il mercato immobiliare aveva avuto una crescita esponenziale, quindi possiamo anche immaginare che l’aumento sia stato anche giustificato. Nel 2010 avevamo incominciato a immaginare che ci fosse una ripresa nei primi due trimestri, poi nei secondi due non è stato confermato con -2,7% e -4,1%. Nel primo trimestre del 2011 c’è stata un’ulteriore diminuzione del 3,7% e il secondo trimestre sembra confermare la tendenza del primo. Ai primi di ottobre ci sarà una conferenza stampa sul trend del secondo trimestre, ma sembra che la tendenza negativa sia confermata per numero di compravendite. La penalizzazione avviene nei piccoli Comuni e nei piccoli capoluoghi, piuttosto che nelle grandi città”. Breglia ha sintetizzato i dati del comparto immobiliare, mettendo in luce – oltre al fatto che in Italia l’80% delle famiglie sia proprietaria della casa in cui abita, e che il nostro sia il secondo mercato di seconde case d’Europa, che: “Ci sono 2 milioni di immobili vuoti che potrebbero rappresentare una massa di manovra per arginare la criticità attuale. Nel nostro Paese è molto forte la domanda dell’affitto. Noi oggi abbiamo 4 milioni di locazioni, 2 milioni di famiglie che potrebbero pagare un affitto tra i 500 e gli 800 euro, più di 2 milioni di famiglie giovani o di persone che si sono separate o giovani studenti. Si tratta di una domanda molto forte di case in locazione che solo in piccola parte diventa domanda di proprietà”.
“Un grande nemico – ha detto – del mercato immobiliare (un tempo amico) è il sistema bancario. Fino a qualche anno fa si è spinto anche in modo eccessivo –fino ad avere subprime italiani – all’acquisto di una casa. Oggi il sistema bancario ha ridotto fortemente la propria esposizione immobiliare, dando il mutuo solo a chi ha a disposizione tra il 50 e il 60% del valore immobiliare. Questa situazione è andata peggiorando e non c’è nulla che faccia presagire un miglioramento l’anno prossimo, ad esempio noi non abbiamo fatto nulla per il futuro dei nostri giovani. Abbiamo bisogno non del pannicello caldo della cedolare secca che vale per alcuni proprietari che hanno una casa che si è liberata. Noi dobbiamo incentivare l’acquisto della casa da parte di privati, ci sono tra le 300 e le 500mila case costruite invendute. Abbiamo bisogno dell’aiuto delle banche e di un fisco non penalizzante. Il 4% valore dell’immobile se si tratta di una prima casa, il 10% di valore catastale se si tratta di una seconda casa è decisamente iniquo. Tra i giovani italiani con meno di 35 anni, il 50% non ha un patrimonio immobiliare, il 60% spende tutto il reddito mensile per vivere, il 5% deve indebitarsi, il 20% è riuscito a mettere da parte qualcosa”.


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