Cortina InconTra/ Battista e Paragone a confronto

//   24 agosto 2011   // 0 Commenti

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“L’esito delle prossime elezioni sembrava scontato, perché il calo di Berlusconi sarebbe stato compensato dalla vittoria della Lega, pierluigi battistagrazie a questa legge elettorale, per garantire altri 5 anni di governo”. Così Pierluigi Battista dal palco dell’Audi Palace. “Questo schema mentale – ha aggiunto – ci governava tutti. Invece è successo il contrario di quanto previsto e il crollo rovinoso di Berlusconi è stato anche il crollo rovinoso della Lega perché ha intaccato il territorio, parola sacra nel linguaggio del partito di Bossi. Questo ha comportato che la chiave di decifrazione degli eventi da parte di Bossi si sia smarrito e il Santur ha perso la bussola, non sa più cosa fare. Come spesso avviene quando si entra in una spirale negativa, come il partito comunista francese che sempre continuava a perdere voti e faceva sempre la mossa sbagliata, così Bossi perderà ancora di più con un partito che nasce come rivoluzionario e che finisce come conservatore è destinato, se non si rimette in carreggiata, a sconfitte anche più cocenti. Incredibile che un ministro della Repubblica comunichi con pernacchie, parolacce, suoni gutturali movimenti patetici per mimare quell’antico ‘celodurismo’. Per chi vuole bene alla Lega – e io non sono certo tra quelli – è meglio che si dica a Bossi di fermarsi prima che la cosa prenda un esito catastrofico”.

gianluigi paragoneParagone: “Bossi – ha replicato Gianluigi Paragone – ha sempre avuto tinte forti nella sua avventura politica. Ancora prima di Tangentopoli, un tempo questi gesti avevano un ruolo per rompere la cosiddetta Prima Repubblica e per creare le condizioni perché Mani Pulite trovasse terreno fertile e creasse le condizioni per la rottura di quella stagione politica. ‘Roma ladrona’ adesso è scontato, ma allora no, nessuno aveva mai osato toccare la capitale. Ora perché li usa? E’ vero che la Lega è stata meglio di adesso dal punto di vista elettorale, ma ha vissuto anche fasi di crisi più profonda. Due leader in crisi di leadership, Berlusconi e Bossi, hanno qualcosa da dire? Mi auguro di sì. L’Europa ha dettato una manovra al Governo, Roma l’ha recepita e masticata, il passaggio finale riversato sul territorio che è il punto di forza della Lega. Se i sindaci si oppongono a questa manovra non è un passaggio politico da poco. Non capisco – ha concluso – come fanno a esistere la manovra economica e il federalismo fiscale, uno dei due andrà in un vicolo cieco”.

“La formula ‘di lotta e di governo’ – ha replicato Battista – fu coniata dal PCI durante la Prima Repubblica, ma quando il partito si avvicinò al governo nel ‘78, nel ‘79 prese una ‘botta’ elettorale memorabile. Perse tutte le elezioni, eccetto quella dopo la tragica morte di Berlinguer. Finora la Lega ha tenuto, con il gioco di coalizzarsi con qualcuno o giocare da soli, Forza Italia non poteva farlo. Questo schema non regge più se la Lega decide di chiudersi a riccio. Le pensioni no, l’abolizione delle Province no, l’aumento dell’iva no, ma dove pensano di andare continuando a dire no a tutto?”

Così Paragone: “Credo che una parte dell’elettorato leghista possa chiedere a Bossi di staccarsi da Berlusconi, altrimenti questa alleanza sarebbe granitica, come l’unica alleanza possibile. Oggi la Lega cosa vuol fare? Stare dentro alleanza che sta perdendo forza politica? Questa manovra è l’opposto dei motivi che spinsero Berlusconi e Bossi a entrare in politica, il contrario del federalismo e della riforma fiscale. Ma ha ancora senso parlare di federalismo? Maroni parla di sicurezza, di lotta alle mafie e immigrazione clandestina, di cose che la gente voleva realizzate. La nuova generazione di leghisti dà il proprio voto alla Lega non per il federalismo, ma perché voleva sentire cose importanti in tema di sicurezza, non per il federalismo. All’indomani dell11 settembre la Lega rivendicava un’identità nazionale e non ‘padanista’. D’altronde, Maroni ha dimostrato di essere un uomo capace e accorto, cui si possono affidare le chiavi del partito. A me un Maroni premier non dispiacerebbe. Oggi è senz’altro il ministro più efficace all’interno della Lega”.

Battista: “ In Italia la leadership di Berlusconi scese dal cielo. La fine politica di Berlusconi sarà drammatica e fragorosa, perché è arrivato a collezionare oltre il 40% dei voti. La Lega che cosa ha fatto in modo geniale? Ha intercettato un umore politico, sostenendo di volere due cose: sicurezza e federalismo. Per il resto Berlusconi poteva fare quello che voleva, purché fossero garantite queste due condizioni. Dopodiché Berlusconi dà tasse e insicurezza sociale e cade tutto lo schema”. E rivolto a Paragone “ Visto che ti ascoltano, dai il consiglio di privatizzare la Rai. Una poltrona in meno, ma ‘chisseneimporta”.

Paragone: “Tutto quello che sta avvenendo ora è l’opposto di quello che ci si attendeva da Berlusconi e da Bossi. O cambieranno di corsa e in corsa le azioni della manovra o gli verrà tolto il potere. Il pericolo che corre oggi la Lega è non codificare più quello che vuole l’elettorato. Anche io stesso sono per l’abolizione delle province, non potrei dire altrimenti. E non si capisce che anche la stupidata del menu è un insulto alla gente. O si rimettono in sintonia con il proprio elettorato o saranno abbandonati dall’oggi al domani”.

Battista:  “Ho sempre detestato la paccottiglia che ha sempre caratterizzano la Lega, fondata su mitologie non vere mentre ha poi una classe dirigente brava. Però penso che – e qui ha ragione Paragone – in questi quindici anni il centro destra complessivamente, Berlusconi e Bossi più degli altri e, in misura minore, Fini e Casini hanno dato un orgoglio a un pezzo della società italiana prima silente, il ceto medio, quello della partita iva che lavora silenziosamente.

“Dentro questa manovra – ha commentato Paragone in chiusura – c’è l’opposto di quello che vuole il centro-destra, che cadrà proprio su questo”. “Temo che in Italia – ha replicato Battista – succeda il caos più totale se nella Lega si sta preparando successione razionale mi sembra una buona cosa”.

 


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