Convertendo BPM: la latitanza della banca. Ecco cosa fare

//   12 gennaio 2012   // 0 Commenti

convertendo bpm cosa fare

Firenze – Sul caso del “Convertendo BPM” (*) ci stanno arrivando segnalazioni allucinanti. Ruggero, un pensionato 83 enne della provincia di Torino che ha perso circa 10.000 euro ci scrive: “Nei miei investimenti ho sempre seguito, da oltre 15 anni, i consigli del funzionario Sig.ra – nome e cognome – che godeva della mia totale fiducia e alla quale firmavo, onestamente senza leggere, i documenti che mi produceva a seguito delle operazioni che lei mi proponeva di fare. Compio 83 anni quest’anno e per gli investimenti mi sono sempre affidato a questa persona che, credo, in tutti questi anni mi ha ben consigliato ed oggi sono fortemente sorpreso da quanto mi sta accadendo. Non riesco a credere che la sig.ra Anna mi abbia coscientemente turlupinato. Oltre tutto è stata da poco trasferita dopo tanti anni nella stessa agenzia e non ho potuto più parlarle per chiedere le spiegazioni di cui penso di avere diritto.”

Angelo è un altro pensionato della provincia di Milano: “Sono nato nel 1920, mi è stato proposto quando avevo 89 anni, come se fossero obbligazioni con alta cedola che sarebbe stata trasformata in azione con esito positivo quasi certo. Ho notato ora che nella documentazione c’è un foglio con scritta quasi invisibile che dice:operazione non adeguata. Alla fine di ottobre mi è stato fatto fare l’aumento di capitale e comprare delle azioni per abbassare il prezzo di quelle del convertendo per 10.000 euro. Ho richiesto il mio profilo e mi è stato detto che risale al 2007 ed è medio alto”.

Giuseppe, di Milano che ha investito circa la metà del suo patrimonio in queste obbligazioni ci scrive: “Premetto che di titoli azioni e obbligazioni non ne capisco quasi niente. La mia banca maggio 2009 BPM mi ha consigliato di investire 20.000 euro per 4 anni in obbligazioni con stacco di 4 cedole interesse 6.75. Alle mie domande che io volevo un investimento con rischio capitale zero loro (perché era stato chiamato il responsabile) più di una volta mi hanno risposto che essendo obbligazioni dopo 4 anni avrei avuto indietro tutto il mio capitale. A Novembre 2011, quando sono stato chiamato e quasi costretto per non perdere il capitale ad aderire all’aumento di capitale con altri 5.600 euro ho capito di essere stato truffato perché io del convertendo non ne sapevo niente. Non ho mai fatto in vita mia mai un investimento e se ho firmato (attestazione di rischio MIFID) lo fatto a mia insaputa. Come testimone cera anche mia moglie. Adesso capisco la complicità degli impiegati nel truffarmi e stato un complotto che non posso accettare”.

Riceviamo centinaia di queste segnalazioni che ci dimostrano il reale modus operandi della banca nel collocamento di queste obbligazioni. Fra le segnalazioni arrivate ad oggi, solo il 4% dichiara di essere informato che a scadenza avrebbe ricevuto le azioni. Nessuno sapeva che le azioni le avrebbero pagate, come minimo, 6 euro.
La Banca Popolare di Milano non ha ancora preso nessuna posizione. E’ evidente che dovranno essere sommersi di lettere di reclamo, possibilmente bene formulate.
Ricordiamo che, a questo scopo, l’Aduc ha organizzato un servizio gratuito on-line a disposizione dei cittadini usufruibile a questo link: http://investire.aduc.it/iniziative/firma/id/6

di Alessandro Pedone – Responsabile Aduc per la tutela del risparmio


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