Consoliamoci con l’aglietto

//   13 agosto 2011   // 1 Commento

rivolta inghilterra

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNA VITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

“CONSOLIAMOCI CON L’AGLIETTO”

La Polizia metropolitana di Londra ha reso noto che da sabato scorso oltre mille persone, delle quali oltre la metà incriminate, sono state arrestate dalle forze dell’ordine in relazione agli scontri ed ai saccheggi che si sono verificati nella capitale del Regno Unito.
Nulla di nuovo, allora, sotto l’ombrellone della nostra Italia, assolata e vacanziera? Non lo credo neanche un pò.
Gli incendi, le devastazioni, i saccheggi ed i morti della civile Inghilterra ci riportano a casa nostra, alle nostre questioni nazionali ed alle lotte intestine che hanno caratterizzato la nostra storia sociale sin dal lontano ’68 quando scoppiò la rivolta studentesca e via via ai giorni nostri. I subbugli oltre Manica non hanno nulla a che vedere con quanto accaduto nel suolo italico, tanto meno con le rivolte e le mobilitazioni che si stanno registrando a Santiago del Cile o con quelle a noi più note della vicina Grecia.
La sensazione di trovarsi seduti sopra una polveriera sociale è più che una ipotesi. Persino in Siria, il Paese definitivo “canaglia” ai tempi della guerra fredda, la popolazione si sta ribellando al proprio “dittatore”, il quale non si è fatto scrupolo di sparare cannonate all’indirizzo dei manifestanti. E che dire dei Paesi del Maghreb, della stessa Libia, dove da mesi è in atto un braccio di ferro tra gli insorti, la Nato ed “Colonnello”?
Sono facce della stessa medaglia che denotano rabbia, malcontento e voglia di riscatto. Motivazioni comprensibili là dove vige miseria, stento e povertà, dittatura, ingiustificate e spropositate nella ricca e potente Inghilterra.
Il Primo Ministro David Cameron è intervenuto varie volte annunciando drastici provvedimenti, come la limitazione dell’uso dei social network, il principale mezzo di comunicazione tra i giovani che hanno animato la rivolta negli ultimi quattro giorni. A chi ha provocato i disordini il numero uno di Downing Street, dall’alto della sua carica, dice: “Vi cercheremo, vi troveremo, vi incrimineremo e vi metteremo in carcere per quello che avete fatto”
Affermazioni di questo tenore da noi avrebbero suscitato vibranti proteste e fatto gridare, come minimo, allo “Stato di Polizia”.
“Dobbiamo dare una linea molto dura alle nostre scuole affinchè i giovani capiscano cosa è giusto e cosa è sbagliato. Molte persone nel nostro Paese non si interessano di dove sono i loro figli e le conseguenze di questa grave difficoltà sociale è sicuramente quello che è accaduto negli ultimi giorni. Dobbiamo lavorare con le famiglie, aiutare quelle distrutte, e mandare i nostri figli a scuola”.
Ma dove ha vissuto fino ad oggi Lord Cameron, da quale angolo sperduto del globo è pervenuto. Non si accorge che sta andando tutto “a rotoli?”. O crede, forse, che la sua grande nazione potesse transitare indenne il “Rubicone” delle trasformazioni alle quali tutte le Nazioni del mondo sono costrette a fronteggiare, ormai, da alcuni mesi?
“Consoliamoci con l’aglietto”, afferma mestamente una morale popolare. Siamo in buona compagnia, non c’è che dire. Se almeno la smettessimo di auto ferirci, di esportare unicamente ciò che di negativo abbiamo. Se fossimo un popolo seriamente unito da un forte spirito nazionalista, probabilmente potremmo giocarci la partita, non solo con la blasonata Inghilterra, ma direi con le altre potenze nord Europee e d’Oltralpe.
Ritornando ai fatti londinesi, non mi meraviglia per nulla lo scaricabarile e come sempre accade, tutto è ricaduto nelle mani della Polizia che deve fare rispettare l’ordine e far cessare lo stato di agitazione. Troppo comodo!
Separare e distinguere i facinorosi, i delinquenti, coloro che commettono reati e persino omicidi, da chi manifesta, per così dire, per scopo pacifici, è un’impresa non da poco. L’errore, la violenza, l’abuso, in tali casi, è perennemente in agguato.
Il filmato trasmesso dalle reti nazionali dove si vede un ragazzo ferito e derubato da un suo coetaneo nel mentre altri fanno finta di prestargli soccorso, tra l’indifferenza generale, è sintomo e dimostrazione di quanto vado affermando. Questa è idiozia pura, delinquenza gratuita che nulla ha a che vedere con ciò che sta accadendo realmente.
A tutto ciò, vanno ad aggiungersi le dichiarazioni non proprio distensive e pericolose di qualche personaggio dello spettacolo e dello sport che improvvidamente si è schierato tout court contro la Polizia ed a favore dei contestatori. Consiglio a costoro di usare cautela ed a riflettere prima di esprimere castronerie generiche. L’emulazione dei fans potrebbero prenderle per buone e dare sfogo a comportamenti esagitati e pericolosi. Le parole, a volte, possono risultare lame taglienti nella mente stanca di qualcuno.


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1 COMMENT

  1. By Feliciano, 21 ottobre 1188

    Ho mandato un sms ad un mio amico dopo la lettura.. Deve leggerlo anche lui!

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