Consigli per gli acquisti

//   17 novembre 2011   // 0 Commenti

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

auto bluLe consultazioni del Presidente del Consiglio incaricato Mario Monti sono andate lisce come l’olio. Sereno e soddisfatto ha sciolto la riserva e formerà il nuovo governo. Tutto sembra andare per il meglio ed una velata euforia, mista ad un immotivato ottimismo, avanza tra gli opinionisti dell’ultima ora.

L’appoggio che “super Mario” ha ricevuto dalle forze sociali hanno completato l’opera: “Ho potuto riscontrare in tutti la piena e matura consapevolezza dell’attuale situazione di emergenza. Tutti hanno  offerto contributi concreti di possibili sacrifici da parte loro in vista di un risultato positivo più generale – ha dichiarato”. Che tradotto in parole povere vuol dire che il popolo presto dovrà stringere la cinghia e prepararsi ad una stretta economica che toccherà le tasche di tutti noi, indistintamente.

Come ho già avuto modo di rilevare, un governo formato da “tecnici” o presunti tali, non andrà tanto per il sottile, opererà, a mo di chirurgo, tagli profondi reintroducendo probabilmente balzelli che erano stati aboliti dal precedente governo e che avevano reso meno gravosa il quotidiano di molte famiglie italiane.

Provvedimenti che non potevamo permetterci? Non ne sarei tanto sicuro.

A ben guardare esistono privilegi discutibili che lo Stato si accolla che se aboliti farebbero far recuperare parecchie centinaia di migliaia di euro. Molte spese a carico della comunità riguardano aspetti scandalosi per un Paese in crisi finanziaria. Alcune inchieste televisive ne hanno messo a fuoco solo alcuni aspetti. I dipendenti pubblici, le Forze dell’Ordine, persinola DirezioneInvestigativaAntimafia, tutto il settore della Pubblica Amministrazione Statale è stato chiamato ad intervenire in maniera pesante al risanamento dei conti pubblici. Eppure, nessuno interviene nel tagliare ed abolire i benefici dell’establishment. I “Palazzi” della politica che quelli Istituzionali costano troppo, la loro allegra gestione ha prodotto buchi paurosi nei bilanci e nei capitolati. Disavanzi che non sono imputabili alle maestranze, piuttosto allo spreco effettuato da alcuni Dirigenti e Capi che non si sono privati di nulla, nemmeno delle “fioriere” o degli sfarzosi addobbi disseminati lungo i corridoi ed all’interno delle loro stanze. Abbiamo una classe politica che non vuole rinunciare alle proprie prerogative personali e strettamente economiche, ma ad essa segue una Dirigenza Statale che non rinuncia e sfrutta  ogni beneficio che gli deriva dalla carica che assume.

Un capitolo a se va dedicato agli affitti esorbitanti che lo Stato paga. Palazzoni enormi nei quali nessuno azienda privata sarebbe mai andata a collocarsi, se non altro per l’enorme spesa di ristrutturazione necessaria, sono stati affittati dallo Stato e nei quali centinaia di uomini e donne lavorano lamentando serie e precise disattenzioni delle norme sulla sicurezza ed igiene sul posto di lavoro. Appartamenti e villette in centro, dove una volta lavoravano decine di persone, sono state adibite ad abitazioni per “signorotti” in odore di continui riconoscimenti e promozioni. Cosa hanno in più e cosa producono in termini di qualità ed ottimizzazione del lavoro, mi piacerebbe scoprirlo. Smascheriamoli e portiamoli davanti all’opinione pubblica e verifichiamo se la resa e pari alla pretesa. Intere categorie di privilegiati occupano luoghi e posti che oggi appaiono uno smacco alla miseria ed a chi non riesce a formarsi una famiglia.

Le auto blu esistono ancora, si sono mimetizzate cambiando colore. Così pure esiste un’intera flotta di addetti alla scorta ed alla sicurezza di personaggi politici e non.  E che dire dei fondi “riservati” affidati a Capi di Direzioni centrali dei quali nessuno mai saprà l’utilizzo effettivo

Nessuno indietreggerà di un solo passo rinunciando al benessere acquisito, è bene rimarcarlo. Ed allora, domando al Presidente del Consiglio Mario Monti, saprà e vorrà intervenire mettendo un punto alo scempio di tale denaro pubblico, o preferirà tenersi “buoni” una “casta”, non classificabile come tale, ma che esiste ed è viva e vegeta?

Un’operazione del genere farebbe risparmiare molti milioni a vantaggio di una società più giusta ed equilibrata.

A breve giro di posta l’arcano sarà svelato.


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