Conosciamo meglio la cardiopatia ischemica

//   11 giugno 2018   // 0 Commenti

cardiopatia-ischemica

La cardiopatia ischemica è un episodio che si verifica nel momento in cui il muscolo del cuore è raggiunto da una quantità di sangue non sufficiente. Si tratta di una condizione patologica che si caratterizza per una ossigenazione inadeguata. In pratica, in condizioni normali l’afflusso di sangue ossigenato che è diretto verso il cuore aumenta tutte le volte che si verifica un incremento del lavoro dei muscoli. Tuttavia, nel caso in cui i vasi che irrorano il cuore – vale a dire le coronarie – non siano capaci di soddisfare il bisogno di ossigeno del cuore stesso il tessuto ne risente: esso è, appunto, colpito da un’ischemia, con un apporto di ossigeno non adatto e una stasi delle sostanze di rifiuto.

Perché si verifica l’ischemia cardiaca

L’ischemia cardiaca viene provocata da stenosi, cioè arterie coronarie che sono ristrette o irrigidite o ostruite, anche se in modo parziale. La malattia aterosclerotica costituisce la più frequente causa alla base di una cardiopatia ischemica. Il colesterolo e gli altri lipidi, in condizioni di aterosclerosi, vanno a depositarsi in corrispondenza della parete interna delle arterie, costituendo quella che viene definita placca aterosclerotica, da cui possono derivare diverse conseguenze in relazione alle pareti vasali, che perdono parte della loro elasticità. In più, il lume del vaso viene ostruito in maniera graduale, fino a quando non viene completamente occluso. Il problema della placca è che va a compromettere l’integrità delle cellule endoteliali che fanno parte della superficie interna dei vasi: è questa la ragione per la quale si formano i trombi, che occludono i vasi.

I sintomi dell’ischemia cardiaca

Come si può scoprire grazie agli specialisti di CardioPrev, nei casi più frequenti l’ischemia cardiaca si caratterizza per la comparsa di una sensazione di oppressione accompagnata da un dolore in mezzo al petto: è la cosiddetta angina pectoris, che non di rado si diffonde fino alla gola, determinando una poco piacevole impressione di soffocamento, o al braccio sinistro. Sintomi di questo tipo non durano più di una ventina di minuti: può accadere, per esempio, che essi si manifestino mentre si fa sport e che scompaiano nel momento in cui l’attività fisica viene interrotta. In altre circostanze, la sintomatologia può essere dovuta a uno scatto d’ira o a una emozione molto forte. In qualsiasi caso, quel che accade è un deficit di irrorazione, che può essere permanente o transitorio: come è facile intuire, se si tratta di una condizione permanente e non di un episodio isolato i danni possono essere più intensi.

La durata dell’occlusione incide, pertanto, sulle conseguenze con cui si può avere a che fare, le quali dipendono anche dalla grandezza della parte di tessuto cardiaco che dovrebbe essere raggiunta dal vaso occluso. L’angina è un’ischemia di carattere transitorio e, pertanto, reversibile, mentre l’infarto equivale alla morte tissutale, che è dovuta alla mancata ossigenazione del tessuto per un periodo di tempo prolungato. Tra i fattori di rischio relativi alla cardiopatia ischemica si ricordano la sedentarietà e l’abitudine al fumo, ma anche un regime alimentare ad alto contenuto di grassi.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *