Conosci me stessa

//   27 novembre 2017   // 0 Commenti

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Il Sole 24 Ore, il quotidiano della grande industria Italiana, ha dato con notevole enfasi – e tradendo una certa eccitazione puberale –  la seguente notizia: Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, sull’onda lunga del Black Friday, ha sfondato i 100 miliardi di dollari di patrimonio netto. Il giornale degli imprenditori aggiunge estasiato che Bezos, come usa dire in consimili casi, “vola in borsa”. Egli è il secondo fantamiliardario a riuscirci dopo il leggendario Bill Gates il quale traguardò la mitica soglia nell’anno 2000. Non ci stupirebbe se la stessa notizia, con il medesimo slancio e la stessa gaudente erezione cerebrale, fosse stata pubblicata da La Repubblica o da qualsiasi altro quotidiano ‘di sinistra’ del nostro panorama editoriale. Né ci stupirebbe se la gigantografia del ritaglio dell’articolo di Confindustria  fosse posta, a mo’ di monito, ai tornelli di ingresso di una Festa de L’unità o di un raduno Renziano alla Leopolda. Un po’ come il celebre fregio collocato sul pronao del tempio di Apollo delfico nei secoli andati in cui la democrazia fioriva nell’Ellade e che recitava così: gnōthi sautón ovvero ‘conosci te stesso’. Non ci stupirebbe perché Bezos e la sua straordinaria performance, il suo essere un unico uomo sempre più mostruosamente ricco in un mondo popolato da miliardi di persone sempre più drammaticamente povere non è neppure l’Icona di ‘questo’ mondo; è addirittura l’Icona della parte politica che si vantava (e si vanta) di voler rivoluzionare o riformare un mondo siffatto per emendarne le ingiustizie. Sul frontone del tempio delle sinistre odierne dovrebbe campeggiare una scritta che suoni esattamente così: conosci me stessa. E tutti quelli che si dichiarano di sinistra, hanno tradizioni di sinistra, votano a sinistra, guardano a sinistra dovrebbero meditare tali parole nel profondo del cuore, proprio come qualsiasi antico pellegrino nel tempio di Delfi. Ove lo facessero, scoprirebbero che la sinistra (tutta la sinistra, nessun movimento escluso, ciascuno secondo un diverso gradiente di dolo criminale o di colpa asinina) è Jeff Bezos, è Amazon, è il Black Friday. La sinistra non è solo corriva con una Matrice in grado di generare l’apoteosi dell’ingiustizia sociale rappresentata dal miliardario americano. Essa costituisce uno dei tentacoli più robusti di quella piovra ideologica, morale, di costume da cui Bezos è scaturito. Ne avrete una semplicissima controprova osservando  Renzi – lo sguardo vacuo del ragazzino appena uscito dal Mega store della Apple –  sventolare un iPhone di ultima generazione dal palco dei suoi comizi oppure Gentiloni (o qualsiasi figurante al suo posto) invocare i Bill Gates e i Jeff Bezos di ieri, di oggi e di domani affinché investano nel nostro Paese depredandolo delle ultime bellezze; oppure un qualsiasi esponente del riformismo liberale – e di sinistra, che diamine! –  il quale intoni il suo peana alla crescita e alla competitività. La sinistra deve avere ben chiaro questo concetto se vuole capirsi: essa non è più l’avversario dei padroni, è il loro maggiordomo. I padroni lo hanno già chiaro da un pezzo.

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