Quando il popolo si ribella, il web diventa protagonista

//   23 agosto 2011   // 0 Commenti

traffico internet libia

Internet è il protagonista assoluto della cosiddetta primavera araba. L’abbiamo constatato in Tunisia, dove la rivolta si è diffusa anche grazie alla rete, così come in Egitto, dove Mubarak ha cercato – inutilmente – di arginare la rivoluzione oscurando i social network e bloccando i maggiori provider del paese.
Oggi è la Libia a conoscere lo stesso fenomeno. Con l’ingresso dei ribelli a Tripoli e il progressivo smantellamento del regime di Gheddafi, le connessioni ad internet sono letteralmente schizzate alle stelle. Non essendo più limitati, gli internet provider locali hanno deciso di riaprire le porte del web al mondo esterno, e il risultato è stato sensazionale: nella settimana tra lunedì 15 agosto e lunedì 22 agosto, la rete di server Akamai ha rilevato – come potete vedere dal grafico in alto – un incremento compreso tra il 300% e 400%. In queste ore, gli inviati da Tripoli stanno inviando immagini e reportage via Twitter, usufruendo della nuova ‘apertura’ e documentando in presa diretta il conflitto.

E così, ancora una volta, Internet gioca un ruolo fondamentale nella politica mondiale. Nel bene e nel male, la rete è uno strumento più potente delle bombe stesse. Quando il web accende la sua miccia, i popoli sono pronti ad esplodere, con le conseguenze a cui tutti noi stiamo assistendo. D’ora in poi, i governanti di tutto il mondo non potranno più sottovalutare questo silente nemico, strumento di democrazia che, al di là degli effettivi risultati a cui porterà, dà voce a chi è stato costretto al silenzio per intere generazioni.


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