Confindustria Vicenza, Presidenza barlocca

//   12 marzo 2012   // 0 Commenti

2474 Foto VicenzaNon sappiamo con quali criteri sia stata fatta la scelta del nuovo presidente di una delle tre più importanti confindustrie territoriali italiane, ovvero Vicenza. Non  lo sappiamo, a prescindere dall’opinione espressa dai tre  saggi, Paolo Bastianello, Walter Fortuna, Paolo Mariani, che hanno all’unisono indicato Giuseppe Zigliotto, come candidato unico e unitario per succedere a Zuccato, e siccome è la prima volta che  registriamo un modesto quanto sconosciuto personaggio, destinato ad un incarico così importante e probabilmente senza alcuna eredità imprenditoriale, significativa, diremmo senza storia o alcuna notorietà di rilievo che ne faccia un personaggio con qualche sia pur modesto credito manageriale, ci lamentiamo perchè troviamo il personaggio rivo di rilevanza imprenditoriale di rilievo ovvero sconosciuto alla stragrande maggioranza degli associati del poderoso sinedrio vicentino, un sinedrio che è protagonista dell’iniziativa privata non soltanto provinciale. Quindi restiamo scettici sul personaggio, poiché la scelta ci pare caduta su un personaggio al di fuori della “nomenclatura” presidenziale anche perchè che non ci risulta avere consistenza nell’immenso ambito dell’iniziativa privata vicentina che costituisce il grande  patrimonio produttivo  di Vicenza e provincia e dell’intero Paese. Le cose, d’altronde sono già fatte poichè la candidatura del nuovo presidente sarà ratificata dall’assemblea del 26 marzo. Anche se il candidato Giuseppe Zigliotto, presidente delle aziende Trafimet Spa e Zeta Srl, a quanto risulta, era tuttavia l’unico nome emerso nel vasto panorama provinciale vicentino. Un nome anche se difficile da identificare come industriale di vecchia milizia per succedere a Roberto Zuccato. Ma non è questo che ci imbarazza, è il fatto che non ci risulta siano state poste alternative al candidato. Quindi siamo a contestare semplicemente una nomina che ci fa restare almeno attoniti se non  sbalorditi, come professionisti dell’informazione, per l’assoluta assenza di rilievo di questo personaggio che dovrà condurre una massa di alcune migliaia di imprenditori di ogni estrazione sociale, come protagonisti delle sorti economiche dell’intero Paese. Pensiamo che la quasi totalità degli associati non  possono avere esercitato una scelta tra un numero di candidati associati proposti dai saggi in alternativa, o almeno non ci risulta. Cosicchè, non  sappiamo se la vasta assemblea sia stata posta davanti ad altre alternative, o abbia dovuto accettare il personaggio che s’era affacciato all’uscio come protagonista per il vertice dell’assemblea produttiva vicentina soltanto l’altro ieri.  E siccome è la prima volta che viene scelto un personaggio marginale, noto per essere un industriale di modesta consistenza per rappresentare la favolosa terza associazione industriale italiana, riteniamo legittime le nostre perplessità. Restiamo tuttavia ansiosi di conoscere alcuna motivazione per la quale la Confindustria vicentina ha operato una tale scelta che ad alcuni associati, pare addirittura inopportuna (!). Una  Confindustria delle più significative ed importanti, per numero di associati, per potenza economica, per  storica e nobile fondazione, risalente al periodo post bellico  quando lo storico avvocato Bruno Scaroni di cui fummo grandi amici, ne ebbe a costruire le colonne portanti, proponendo poi alle assemblee, che i presidenti fossero sempre personaggi di storica nomenclatura e ben noti per la loro storia imprenditoriale, e che rappresentavano e costituirono sempre l’ossatura stessa del prestigioso sodalizio. E i grandi personaggi, ogni volta indicati dai saggi preposti alla ricerca del candidato più adeguato, furono sempre scelti tra la vecchia nomenclatura per proporli al parere dell’assemblea che  ne avrebbe esaltato l’immagine  autorevole. Un soggetto, Giuseppe Zigliotto che non ha scritto nulla sul libro aperto dell’iniziativa privata, sino ad oggi che il suo nome appare prescelto dai saggi come unico candidato senza alternative. I circa 70anni di processo associativo durante i quali la nobile associazione vicentina  ebbe a scegliere fior fiore per la sua altissima rappresentatività, videro sempre personaggi protagonisti  capaci di esaltare l’associazione che seppero sempre tenere brillantemente al suo terzo posto sui valori dell’intera Confindustria nazionale e meritare l’elogio per l’indicazione di cui le assemblee relative ebbero poi a valorizzare la scelta operata. Sappiamo che ha scarsa importanza la nostra valutazione, ma siamo osservatori, antichi osservatori degli avvenimenti che caratterizzarono sempre la storia di questo colosso associativo che onora il Paese, e fummo sempre a fianco dell’indimenticabile fondatore Avv. Scaroni, il quale col suo comportamento ebbe ad insegnare a tante consorelle nazionali la forza propulsiva di una organizzazione esemplare, vorremmo che il sodalizio continuasse nel suo processo evolutivo e non subisse soste con personaggi di vertice inadeguati all’alto compito che la presidenza affida loro.


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