Un frutto non frutto: l’avocado

//   6 dicembre 2015   // 0 Commenti

Foto art.101°DSC096631L’avocado (Persea gratissima L.), chiamato dagli antichi Azechi “ahuacalt”, è un frutto esotico coltivato in vari paesi dell’America centro-meridionale e non solo, oggi anche in Australia e Sud Africa, così è disponibile sul mercato tutto l’anno. Personalmente preferisco consumarlo nel periodo invernale per il fatto che non essendo molto usato in Italia, la vendita maggiore si ha proprio in questa stagione, di conseguenza è più facile acquistare un prodotto che presenta una freschezza e qualità superiori.
Nella civiltà andina veniva utilizzato nell’alimentazione dei bambini e degli anziani. Per i neonati diluivano la polpa con dell’acqua e così costituiva un ottimo sostituto del latte materno.
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Funzioni nutritive e benefiche per la salute
Il frutto della pianta di avocado è veramente funzionale per i suoi requisiti nutrizionali, che vanno oltre le proprietà della frutta, in quanto la sua composizione rivela una notevole quantità di potassio, una discreta quantità di vitamina C, oltre a vitamina A (retinolo eq.), vitamina E, niacina, calcio, fosforo, sodio, ferro; ma la caratteristica più importante è senz’altro il contenuto di proteine, composte da aminoacidi essenziali, simili a quelle della carne rossa. Naturalmente la percentuale di lipidi è rilevante, però rappresentano un beneficio per la salute poiché sono grassi buoni che regolano persino i livelli di colesterolo.
La quota di zuccheri, invece, è scarsa. Infatti è impiegato per problemi di diabete dal momento che non provoca picchi iperglicemici. Una ricetta molto valida può essere quella di formare, con la polpa di avocado, una crema aggiungendo del succo di limone e utilizzarla come condimento o al posto della maionese, ad esempio sul pesce. Ricordo che il limone aiuta a prevenire l’annerimento del mesocarpo carnoso.
I soggetti che non sono in grado di alimentarsi in modo sufficiente a causa di difficoltà gastroenteriche (malattie trattate con chemioterapici, disagi di deglutizione, eccetera), trovano giovamento nell’assumere questo alimento, per la sua completezza di nutrienti. Altro vantaggio è che non provoca fermentazione intestinale, a differenza della frutta, per cui lo consiglio per gli individui che presentano una iperattività fermentativa.
Controindicazioni
L’avocado spesso viene trattato con il gas “ossido di etilene” per aumentarne la maturazione e ciò amplifica la presenza di enzimi allergenici, che già esso in parte contiene dato che la sua composizione proteica è simile alle proteine contenute nel lattice per cui le persone che sono sensibili a questo componente, dovrebbero prestare attenzione. Nell’industria alimentare molti alimenti vengono trattati con tale gas quindi suggerisco di scegliere frutti di coltivazione organica, cioè provenienti da agricoltura biologica, in cui non si impiegano sostanze chimiche di sintesi.
Sul mercato è venduto immaturo perché la temperatura ambiente fa si che raggiunga la maturazione velocemente (3/4 giorni) e diventa presto deteriorabile. Possiamo verificarlo facilmente dato che cede sotto la pressione delle dita.
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Diverse sono le varietà, un esempio: l’avocado “Fuerte”, messicano, presenta una buccia liscia e sottile, di colore verde scuro, la sua forma è a pera e contiene meno grassi. L’avocado guatamalteco “Hass” ha una buccia più spessa, tendente al marrone, ha una conformazione ovale ed è la specie più pregiata. Gli avocadi vengono utilizzati in vari abbinamenti alimentari: insalate, sandwich, carni bianche, dessert.
Vi propongo, inoltre, di non buttare via il nocciolo di avocado: provate a metterlo in un vaso con del terriccio fertile, soffice e umido ma ben drenato, chissà mai che la vostra futura piantina arrivi a fiorire! Buona coltivazione.
Foto art.101°DSC09664
Giulia Zeroni
www.giuliazeroni.it


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