COME I PADRI FONDATORI

//   15 maggio 2014   // 0 Commenti

Parlamento04

“E’ necessario che l’Europa riscopra lo spirito che ha animato i suoi Padri fondatori e quindi punti a realizzare un’unità politica oltre che quella economica.
Serve un Governo politico che porti in tempi brevi agli Stati Uniti d’Europa. Con una BCE simile alla Federal Reserve degli Stati Uniti d’America”.

1) On. Bartolozzi di nuovo in campo per le Europee. Con quali temi affronterà la ampagna elettorale?

Ho accolto con grande entusiasmo la mia ricandidatura alle prossime elezioni per il Parlamento europeo. Questo sarà per l’Europa, per i suoi cittadini e per la nostra storia democratica un momento di fondamentale importanza che ci darà modo di decidere quale dovrà essere l’Europa del prossimo futuro. Essere ancora una volta in campo con il massimo impegno e con l’obiettivo di continuare a lavorare per un’Europa diversa, vicina alle persone e capace di risolvere i problemi concreti dei cittadini, è per me motivo di grande orgoglio. L’Unione europea ha avuto fino a questo momento molti meriti. È stata garante di pace e stabilità, ha sostenuto un mercato unico, ha favorito la creazione di una politica agricola comune in grado di assicurare crescita, è stata terreno di sviluppo e libero movimento. È stata questo e molto altro. Tutto ciò tuttavia non è stato sufficiente a far percepire l’Europa come quel soggetto capace di stare vicino ai suoi cittadini e di risolvere con fermezza i problemi derivanti dalla crisi economica e finanziaria degli ultimi anni. Quello che chiedo ora all’Europa sono decisioni prese con modernità ed immediatezza che diano le risposte attese. Un’Europa strategica, che difenda i suoi settori prioritari e capace di dotarsi di una governance forte e riconosciuta. Un’Europa che punti alla reindustrializzazione e che lotti contro l’impoverimento del suo continente. Un’Europa vicina alle famiglie e che impieghi le proprie risorse a favore dei giovani, che sia in grado di incentivare la nostra impresa e creare nuovi posti di lavoro. Un’Europa più libera e solidale che faccia sempre perno sulle proprie radici e dia concretezza ai propri valori.

2) Quali guardando indietro sono i progetti da lei realizzati che la rendono più felice e quali invece le fanno avere qualche rimpianto?

Ho sempre aderito a saldi principi di giustizia e libertà e se dovessi fare un bilancio della mia esperienza umana e politica, credo di poter affermare di aver sempre agito con una convinta responsabilità verso i cittadini. L’impegno politico per il bene della gente è sempre stato un punto fermo in quello che negli anni ho realizzato, da quando ho iniziato come Sindaco di un piccolo comune della provincia di Firenze ad ora che sono europarlamentare. L’occupazione, la creazione di posti di lavoro e l’aiuto alle famiglie sono stati alcuni dei temi per i quali mi sono sempre battuto. Allo stesso modo, fermo è stato il supporto ai bisogni delle piccole e medie imprese e convinta la lotta alle burocrazie europee e nazionali. Positivi sono poi sicuramente stati i passi in avanti nella lotta alla contraffazione, nel campo della sicurezza alimentare, nella difesa dei consumatori, nel lavoro a tutela di standard elevati di sicurezza per i cittadini europei, nella difesa di un sistema sanitario più equo per tutte le nazioni e nel concreto supporto all’industrializzazione e alla promozione della connessione tra industria e agricoltura. Non parlerei perciò di rimpianti, parlerei piuttosto di obiettivi ancora più forti per il futuro e di un convinto impegno a che tutti questi progetti trovino un’ancora più positiva realizzazione. Per farlo ci sarà sicuramente bisogno di maggiore unità politica, di scelte economiche coraggiose e di nuove conquiste sociali.

3) Ad oggi siamo di fronte ad un assetto parlamentare schiavo della commissione Europea della BCE incapace di evolversi. Come rendere il sistema più politico e più vicino alle reali esigenze dei cittadini?

A questo proposito credo siano fondamentali due operazioni. È necessario ricordare le radici dell’Unione europea, ripercorrere il processo storico che ha portato alla nascita e allo sviluppo di un’entità che non ha eguali nella storia dell’umanità. Ed è necessario ricordare ai cittadini europei l’immenso valore che hanno ereditato dall’Unità Europea. Oggi l’Europa è un continente pacificato dove convivono 28 diversi paesi, ognuno con la propria storia, lingua e tradizione; oggi l’Europa ha un mercato comune, è uno spazio nel quale sono stati resi possibili la libera circolazione di uomini e cose con l’abbattimento delle frontiere nazionali. Oggi l’Europa ha un Parlamento eletto a suffragio universale e determina l’armonizzazione delle diverse legislazioni nazionali. Allo stesso tempo, è necessario portare la realtà europea più vicino ai cittadini. Far sì che le europee e gli europei si sentano parti fondamentali e perfettamente integrati in questa realtà. E’ necessario che l’idea di cittadinanza europea non resti solo declinata nei Trattati o racchiusa in previsioni normative ma si traduca in possibilità e opportunità realisticamente usufruibili nella quotidianità dei singoli. L’UE deve tornare ad occuparsi di questioni concrete, direttamente legate alla vita dei suoi cittadini e realizzare il potenziale che mette loro a disposizione. Il Parlamento europeo ha sicuramente un ruolo centrale in tutto questo in qualità di massima espressione rappresentativa dei cittadini europei. Solo la combinazione di queste due operazioni permetterà a tutti di avere più Europa in testa e meno in tasca.

4) Euro moneta forte ma che tecnicamente parlando sembra aver fallito la propria missione, causando un impoverimento generale dell’Europa mediterranea. Come si potrebbero cambiare le regole senza fare un negativo passo indietro uscendo dall’euro?

Non credo che sia da attribuire solo alla nostra moneta comune il processo di impoverimento che ha colpito molta parte dei Paesi europei. Non bisogna, infatti, perdere di vista in questo la crisi economica e finanziaria mondiale che ha causato squilibri insostenibili in tutte le economie internazionali ed europee. Si tratta di una crisi di dimensioni maggiori di quella del 1929 che ha palesato la debolezza di un sistema economico e finanziario occidentale gravemente indebolito da disparità commerciali tra i Paesi, da mercati finanziari carenti di regole comuni e dall’instabilità dei sistemi bancari, insomma una vera crisi sistemica. Per reagire a questo stato di cose è necessario che l’Europa riscopra lo spirito che ha animato i suoi Padri fondatori e quindi punti a realizzare un’unità politica oltre che quella economica. E’ necessario che i 28 Stati Membri ritrovino unità di intenti ponendo fine a divisioni intestine che ripropongono solo distanze geografiche e non tengono conto dei reali ed indissolubili legami che esistono tra loro. E’ necessario quindi smettere di parlare “per blocchi” contrapponendo i paesi del Nord a quelli Mediterranei e riscoprire una vera e autentica solidarietà europea. Solo da questa base sarà possibile sviluppare un’armonia complessiva con una governace che sia al tempo stesso economica e politica. Non può più esistere, infatti, solo una governance della Banca Centrale Europa (BCE) che sopperisce alla governabilità politica. Serve un Governo politico che porti in tempi brevi agli Stati Uniti d’Europa. Solo a questo punto, sarà possibile perfezionare la governance economica con una BCE simile alla Federal Reserve degli Stati Uniti d’America che possa muoversi con gli stessi poteri e strumenti e che possa battere moneta e magari acquisire un progressivo ed effettivo controllo su tutti i sistemi bancari europei. Quello che serve quindi non è distruggere, non è uscire dall’euro. Tutt’altro. Quello che serve è rafforzare il potenziale già esistente: portare a compimento quanto avviato con la costruzione dell’Europa unita e arrivare quindi a un’irrinunciabile e operativa unità politica europea. Nessuno dei 28 Stati membri potrà sottrarsi a tale impegno.

5) Con il titolo del suo libro “La nuova frontiera dell’Europa” vuole riferirsi anche all’aspetto delle sfide sociali a partire dall’occupazione giovanile? E quali sono gli altri temi fondamentali della sua opera letteraria?

Nel mio libro, oltre a ripercorrere quello che è stato il mio percorso all’interno del Parlamento europeo, ho voluto tracciare le linee di quello che ritengo dovrà essere il cammino da seguire all’indomani delle prossime elezioni europee. Un percorso che porti l’Europa in una nuova dimensione, appunto verso una nuova frontiera, dove il Parlamento europeo, in qualità di istituzione rappresentativa dei cittadini europei, abbia un ruolo centrale. La strada che porta verso la nuova frontiera dell’Europa si scontra con sfide molteplici e variegate che sono certamente sociali, economiche ed infine politiche. Per il futuro che mi auspico, c’è bisogno di una maggiore unità politica del nostro continente, scelte economiche che sappiano contrastare e neutralizzare gli effetti negativi della globalizzazione rilanciando la reindustrializzazione dell’Europa e garantendo al tempo stesso le conquiste sociali dei lavoratori europei. Serve un’Europa in grado di rimanere competitiva nei processi sociali, economici e culturali e protagonista nel contesto internazionale globalizzato. Un’Europa che riesca a trascinare tutti i suoi Paesi fuori dalla crisi e riempia finalmente di senso concreto il concetto di cittadinanza europea.


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