Colombia, attentato alla cultura

//   11 agosto 2011   // 2 Commenti

farc colombia 300x194Bogotà – Quando si vuole imporre la legge più forte e colpire a morte la democrazia, la prima vittima sacrificale, l’obiettivo principe, è sempre la cultura. Lo insegna la storia, dai roghi dei ‘libri proibiti’ all’insegnamento coatto nei regimi totalitari. Ma questo fantasma non appartiene soltanto al passato, in Colombia è ancora oggi triste realtà. Non è il governo, bensì il ‘secondo potere’ del paese sudamericano a perpetrare questo immane delitto. In 10 anni, le bande del narcotraffico e del Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) hanno ucciso 949 insegnanti, minacciati altri 4003sfollati 1092, più un centinaio tra scomparsi e rifugiati. E se a questi si sommano le cifre dei sindacalisti, degli operatori umanitari, dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani, le vittime si centuplicano.

Le aree più martoriate dal conflitto interno sono quelle in cui i docenti subiscono maggiori pressioni e minacce che si traducono spesso in omicidi a sangue freddo. Una cruda realtà confermata anche dai recenti episodi di violenza avvenuti nel dipartimento di Córdoba, dove 44 insegnanti sono stati costretti alla fuga dopo il messaggio inviato loro dalle bande criminali Bacrim, gruppi di paramilitari che gestiscono il business milionario del narcotraffico.  ”O pagate 14 milioni di pesos o morirete” la minaccia dei narcos che ha spinto i docenti a rifugiarsi nella sede del sindacato regionale. I loro 1100 alunni dell’istituto rurale di Tierralta sono rimasti così senza professori e senza scuola.
Perlomeno questa volta i maestri sono stati avvisati – ha commentato Luis Grubert della Federazione colombiana degli educatori a Bbc Mundo – Ci sono molti altri casi in cui non li avvisano neppure, li uccidono a sangue freddo e festa finita“. “Dato che i maestri – ha aggiunto – sono in ogni parte del paese, e dato che sono una presenza statale, diventano obiettivi di tutti gli attori armati. Questo fa dei docenti il settore che più ha versato sangue in questa guerra“.

Lezioni ‘pericolose’

Ma perché prendersela proprio con gli insegnanti? Perché il maestro, come parte del suo lavoro, deve interpretare la realtà dell’ambiente in cui vive, e di conseguenza tende ad orientare i bambini verso il “no” alle armi, ed è facile comprendere quanto questo metta i bastoni nelle ruote alle Farc e le altre bande paramilitari, avide di guerrieri-ragazzini da arruolare e mandare al macello per i propri loschi scopi.  Non è un caso che i docenti più colpiti siano quelli di storia e musica: i primi per ovvi motivi, i secondi perché un bambino che impara a suonare uno strumento difficilmente sarà disposto ad imbracciare un mitra. Inoltre, i programmi di insegnamento hanno contributo ad alleviare il tragico fenomeno dell’acquisto di ragazzine di 12-13 anni da parte delle organizzazioni paramilitari. Insomma, la cultura è per mille motivi un nemico da eliminare.

Governo al lavoro

Una cancrena difficilmente estirpabile, visto che ogni dieci case, sette hanno o il figlio, o il cugino, o il nipote invischiato in una banda armata. Il governo di Bogotà sta facendo il possibile: dal 2003 esiste un comitato speciale incaricato di valutare le situazioni dei docenti minacciati e il trasferimento di insegnanti per motivi di sicurezza è stato facilitato. E’ stato ideato anche un gruppo interistituzionale per la prevenzione delle minacce ai maestri composto dai ministeri della Educazione, dell’Interno, della Giustizia e della Protezione Sociale, oltre che della Procura generale della nazione, la vicepresidenza della Repubblica e lo stesso sindacato. Ma la strada da fare è ancora tantissima.


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2 COMMENTS

  1. By Fabrizio, 16 dicembre 2017

    Caro Vittori, quanto deposita sul tuo conto corrente il governo narco-terrorista di Santos per scribacchiare un concentrato di così tante balle farlocche?
    Perchè non dici ai tuoi lettori (speriamo pochi) che il primordiale attentato alla cultura, in Colombia, è quello perpetrato da oltre un secolo dal regime oligarchico (di cui i governi di turno sono espressione), che con le sue bande paramilitari ha sfollato 5 milioni di colombiani dalle loro terre e case, e che obbliga a vivere come miserabili o poveri quasi 30 milioni di colombiani (su un totale di 45)?
    Perchè non dici che, mentre le bande criminali sono paramilitari riciclati che agiscono in simbiosi con esercito, polizia e alti politici del paese, la guerriglia delle FARC nasce come risposta popolare alla spaventosa violenza imposta contro contadini e ceti deboli?
    Il tuo patetico “sforzo” di far apparire lo Stato colombiano, il suo governo e le sue istituzioni come soggetto legittimo che si dimena “democraticamente” tra bande narcotrafficanti di destra, da una parte, e guerriglieri cattivi e “terroristi”, dall’altra, è un buco nell’acqua. E puzza assai di ambasciata colombiana in Italia, dedita a diffondere tali menzogne su indicazione del Palacio de Nariño.

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    • By Michael Vittori, 16 dicembre 2017

      Caro Fabrizio,
      Grazie del tuo commento e osservazioni. Sono d’accordo con te sul fatto che in Colombia la situazione sia insostenibile, così come la repressione messa in alto dalle istituzioni tramite i paramilitari. Devo però ricordarti che il mio articolo non ha la pretesa di essere un riassunto esaustivo su quanto accade da anni nel paese sudamericano, bensì su un fatto specifico che non è affatto una “balla farlocca”, purtroppo. Su un evento gravissimo quale l’uccisione e intimidazione di migliaia di insegnanti. Sappiamo tutti che non bastano le armi per riportare pace e democrazia in un paese (basta guardare all’Afghanistan), ma la cultura, l’insegnamento alle generazioni future sono la base per un cambiamento realmente radicale. Lungi da me difendere l’operato di Palacio de Nariño, ho semplicemente enumerato i provvedimenti presi in merito a questa terribile tragedia. Infine, posso comprendere da dove e cosa derivi la guerriglia delle Farc, ma non me la sento di giustificare e appoggiare la violenza.
      Ad ogni modo, visto l’intento del nostro quotidiano improntato al giornalismo partecipativo (http://www.mondoliberonline.it/giornalismo-partecipativo/), se vuoi inviarci un tuo articolo sulla situazione colombiana, lo pubblicheremo molto volentieri. Nel frattempo spero continuerai a leggerci.

      MV

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