Una spinta che parte da Firenze

//   27 luglio 2011   // 0 Commenti

eduardo lamberti castronuovo

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

Le Amministrazioni Provinciali di Reggio Calabria e quella di Firenze hanno gettato le basi per una futura collaborazione nell’ambito culturale, artistico e nella lotta alla criminalità organizzata. L’accordo, nato in virtù di un impegno da parte di alcuni imprenditori sul fronte dell’antimafia, segna uno spartiacque significativo tra una vecchia concezione che vedeva il resto dell’Italia immobile ed asettica spettatrice delle faccende meridionali ed una fase di nuova apertura e di condivisione verso Regioni, come la Calabria, che di contro devono sopportare un fardello mafioso sempre più incuneato all’interno del proprio tessuto connettivo.

Il neo Assessore alla Cultura ed alla Difesa della Legalità, Lamberti Castronuovo Eduardo, in ossequio alle deleghe ricevute, è impegnato come non mai a redigere un piano strategico ed operativo, per rendere un servizio efficiente che sia in grado di soddisfare gli impellenti problemi di questa terra. Un lavoro improbo diretto a scrostare la solitudine e l’indifferenza della gente, in balia degli ‘ndrine di turno.

“Ho trovato un comparto completamente sguarnito di personale e competenze. Lavoro ininterrottamente, avvalendomi di una sola segretaria che fortunatamente pensa a gestire i rapporti con l’esterno. Bisognerà mettere mano a rifondare uffici ed affidare incarichi a personalità di specchiata professionalità ed onestà, se vogliamo veramente dare una mano ai nostri conterranei”. E’ quanto ha dichiarato l’Assessore Lamberti Castronuovo alla stampa.

Ha ragione da vendere, l’Assessore. Peraltro, è risaputo che nel settore della Legalità, le Istituzioni Calabresi, non hanno speso energie e sforzi a sufficienza. Lo è stato da sempre.

E’ inutile recriminare il passato. Ora dobbiamo guardare avanti, perché il futuro potrebbe essere più roseo, in particolare nella Provincia di Reggio Calabria.

Individuate le criticità, si tratta ora di progettare, proporre, pianificare e soprattutto di scegliere obiettivi mirati al coinvolgimento, alla partecipazione delle associazioni, delle comunità, delle persone di buona volontà che sul territorio o altrove, come è avvenuto per Firenze, intendono stabilire un contatto serio e costruttivo con il popolo di Calabria, offrendo un contributo fattivo per il suo sviluppo culturale e morale.

L’iniziativa della Giunta Provinciale di Reggio Calabria, con alla testa il suo Presidente Giuseppe Raffa, che ha sposato l’idea di allestire una mostra usando i quadri sequestrati al presunto boss Campolo è davvero un’ottima trovata. Decisioni di questo genere sono condivisibili e tendono ad una rinascita culturale, oltre che ideologica e rappresentano un significato fortemente simbolico. Va fatto certamente un plauso all’Assessore Eduardo Lamberti Castronuovo per il lavoro proficuo che sta conducendo. L’auspico è che i beni sequestrati e sottoposti a fermo giudiziario, a Campolo, vengano successivamente confiscati e messi definitivamente a disposizione della collettività, alla quale lui stesso li aveva distratti. Sarebbe un altro segnale forte e chiaro alla popolazione disabituata e scettica a provvedimenti simili.

La Calabria, è utile ricordarlo, non vuole la mafia, né altra forma di delinquenza organizzata. La Regione nel suo complesso è sana. I suoi abitanti sono persone per bene che lavorano onestamente e pagano le tasse regolarmente. I luoghi comuni che segnano il binomio calabresi uguale ‘ndranghetisti e dediti a delinquere ad ogni piè sospinto, sono falsi ed tendenziosi.

pregiudizi gratuiti possono insinuare il seme della ritrosia e della diffidenza. Non mi sento, comunque, di dare torto, comprendendone le ragioni, a chi è costretto a leggere sui giornali troppo spesso episodi di cronaca nera che vedono coinvolti troppo spesso personaggi Calabresi. Se non fosse per la professione che esercito e che è al di sopra di ogni sospetto, io stesso troverei una qualche difficoltà nel propormi, a volte, come interlocutore credibile.

Non me ne faccio un cruccio, sia chiaro, ma rimane un dato di fatto.

E’ giunto, quindi, il momento di dare fondo a tutte le energie disponibili ed attuare dei piani organici e duraturi per sviluppare e stimolare la crescita della legalità a cominciare dai giovani, senza trascurare quelli più anziani.

Un in bocca al lupo a Lamberti Catronuovo Eduardo ed un grazie sentito da parte di un piccolo calabrese per il suo partecipato impegno ed un plauso di cuore all’Amministrazione Provinciale di Firenze, nella speranza che altre Province Italiane ne seguano il medesimo esempio.


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