Climate Change 2014

//   8 maggio 2014   // 0 Commenti

7 IPCC 1024x659Sul sito dell’Intergovernmental Panel of Climate Change (www.ipcc.ch), potrete leggere il report 2013, oltre a varie pubblicazioni sull’argomento clima, in preparazione per gli esperti la bozza dell’anno in corso, in continuo aggiornamento e revisione, per la pubblicazione del sixth Climate Change 2014, che sarà prodotto a inizio 2015.

L’IPCC è una organizzazione, con base a Ginevra, nata dalla volontà delle Nazioni Unite di raggruppare e tenere sotto controllo le ricerche scientifiche, i dati, le informazioni tecnico e socio-economiche internazionali. Migliaia di scienziati nel mondo contribuiscono a fornire rapporti in modo volontario e attualmente ben 195 nazioni hanno aderito al progetto.

Le osservazioni sul sistema climatico sono effettuate in modo globale, dai satelliti in orbita e da molte altre piattaforme terrestri e marine, raccogliendo dati dal 1950 e sommandoli con le informazioni scritte delle decadi passate.

Il trend di aumento della temperatura del Pianeta continua e la situazione di salute della nostra atmosfera non appare incoraggiante. Il trentennio 1983-2012 è stato il più caldo degli ultimi 1400 anni e la temperatura ha avuto un aumento da 0.65 a 1.06 gradi centigradi, combinando terra e superfici degli oceani. Di fatto sono diminuiti i giorni e le notti fredde, comparandoli con il numero di quelli caldi e diminuite le precipitazioni, soprattutto nell’emisfero nord.

Gli oceani, che agiscono come serbatoi di energia e mitigatori del riscaldamento globale, hanno accumulato negli ultimi trenta anni più del 90% di calore rispetto al precedente.

Il National Climatic Data Center evidenzia quanto ciò possa influire nella vita delle specie marine, che spesso migrano e prolificano in acque diverse dall’usuale. Sono state riscontrate molte specie abitualmente consone ai mari più caldi, giunte nel Mediterraneo, cambiando gli habitat e l’interazione fra le varie specie, mentre purtroppo altre, come i coralli, non possono “traslocare” e neppure riadattarsi in tempi brevi alle nuove temperature. La perdita di quelle che gli scienziati definiscono “foundations species”, il gruppo di piante ed animali specifiche di un territorio, influenzerà numerose altre specie che fanno parte dello stesso ecosistema.

Le soluzioni a questo trend in costante aumento sono molteplici e osteggiate da governi e multinazionali che beneficiano ancora della vendita delle materie prime fossili, incuranti dei danni al Pianeta. A questo proposito, Greenpeace, riferendosi al rapporto IPCC, ha puntato il dito contro ENEL, ancora oggi a forte partecipazione statale, che quindi dovrebbe agire a beneficio dei cittadini. L’indagine che Greenpeace ha condotto su ENEL (www.greenpeace.org)  identifica l’azienda come il maggiore produttore di CO2 in Italia e il quarto in Europa, con 38.8 milioni di tonnellate di CO2 emesse, ma soprattutto ben 4,6 milioni di tonnellate in più rispetto alle quote assegnate all’azienda.

Le emissioni ENEL, dovute alle centrali a carbone, possono avere un impatto significativo sulla salute, soprattutto riguardo a malattie respiratorie e morti premature.

Non stiamo raccontando niente di nuovo sugli effetti diretti e indiretti, che le emissioni possono causare sulle persone e sull’ambiente, ma ci domandiamo se in Italia l’essere società a partecipazione statale dia più diritto ad agire in modo non consono, oppure abbia il dovere d’invertire questa tendenza con controlli e direttive più restrittive. Nonostante le “rottamazioni” in atto, quelle passate e future, le direzioni politiche non hanno mai veramente intrapreso una direzione ambientale nell’interesse dei cittadini, che apporterebbe lavoro, turismo, formazione e ricerca. Ma se non iniziamo noi italiani a porre le prime pietre per una solida “green road”, chi altri è in possesso di quell’insieme di beni ambientali, storici e culturali, punti di forza internazionale, che collegati all’ambiente possano davvero tracciare un percorso da seguire?

A una domanda così semplice da rispondere, però non appare risposta o posizione che segue.

 

 


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