Claus Peter Flor torna alla guida de laVerdi nella “Sinfonia n.9″ di Šostakovič

//   1 febbraio 2017   // 0 Commenti

1 Claus Peter Flor

Continua il Ciclo Delle None de laVerdi, che vedrà l’esecuzione completa, nel corso dell’anno, di tutte le sinfonie “numero 9” dei vari compositori. Per l’occasione, Peter Claus Flor torna alla guida dell’orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, cui è affidata la direzione della controversa Sinfonia n. 9 di Šostakovič: composizione che fa parte del repertorio storico de laVerdi, che l’Orchestra propose l’ultima volta lo scorso marzo, nell’interpretazione dell’americano John Axelrod.

2 laVerdi1 300x224Doppio appuntamento venerdì 3 (ore 20.00) e domenica 5 febbraio ore 16.00), all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo in largo Mahler, per una locandina che si completa con le Variazioni su un tema di Joseph Haydn di Brahms e con la Sinfonia n. 94 Con il colpo di timpani, altrimenti conosciuta come La sorpresa (a causa dell’improvviso fortissimo che scuote il secondo movimento) dello stesso Haydn: strepitosa composizione piena di stupore che fa parte del ciclo londinese dell’autore austriaco.

Venerdì 3, sempre in Auditorium (Foyer della balconata, ore 18.00, ingresso libero), la tradizionale conferenza di introduzione all’ascolto, in collaborazione Associazione Italia Russia, dal titolo: La allegra guerra di Sostakovic che non piace al partito, vedrà il relatore Fausto Malcovati condurci nella Russia Sovietica appena uscita dalla Seconda guerra mondiale.

Info: (Biglietti: euro 36,00/16,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 14.30/19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

Programma: Terzo appuntamento per il Ciclo delle None che vede protagonista la Sinfonia n. 9 di Šostakovič. Non a caso, l’opera è stata affiancata ad una delle sinfonie londinesi di Haydn, la n. 94 detta Con il colpo di timpani o anche La sorpresa. Anche Šostakovič fu una sorpresa alla prima di questa sinfonia nel 1945, ma in senso negativo per i vertici dell’URSS, i quali si aspettavano una composizione eroica, per simboleggiare la vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale. Šostakovič invece scrisse una sinfonia molto breve, caratterizzata da limpide sonorità da uno stile neoclassico (che appunto rimanda a Haydn) ma carico di ironia e tratti di marzialità che sfiorano la parodia, culminante nel finale al tempo di polka che appare del tutto anti-celebrativo.

Le Variazioni su un tema di Haydn di Brahms fungono da ouverture per questo programma in cui il moderno si rispecchia quasi nostalgicamente nel classico: se nel tema in apertura lo stile di Haydn è significativamente mantenuto, nella variazione finale si rivela pienamente lo stile orchestrale pieno e ricco di Brahms.

(Foto © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com)

 

 


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