Ciambetti: “Piccoli comuni, grandi sindaci”

//   17 agosto 2011   // 0 Commenti

ciambetti zaia 300x239“Il primo comma dell’art. 16 del Decreto 138 del 13 agosto scorso dice testualmente che ‘nei Comuni con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti, il Sindaco è il solo organo di governo e sono soppressi la Giunta ed il Consiglio comunale’. Nessuna soppressione dei Comuni, dunque, come qualcuno ha malinteso nelle scorse ore, nessuna cancellazione della memoria e dell’identità locale”. L’assessore regionale al bilancio e agli enti locali, Roberto Ciambetti, a margine del punto stampa svoltosi oggi a Palazzo Balbi a Venezia, durante il quale il presidente veneto Luca Zaia ha descritto il preoccupatissimo scenario che si apre per le Regioni a seguito della manovra bis del Governo, ha voluto precisare come “sul tema dell’abbattimento dei costi della politica mi sembra sia stata fatta un po’ di confusione, ad iniziare dalle decisioni sui piccoli Comuni”.
“Nessuno si sogna di azzerarli – ha detto l’assessore –: i Comuni sotto i mille abitanti eleggeranno il loro sindaco e dovranno unirsi tra loro per fornire i servizi alla cittadinanza. Le economie derivanti dall’azzeramento di Giunte e Consigli comunali possono sembrare poca cosa, ma goccia su goccia alla fine i risparmi si realizzano. Sicuramente a guadagnarci è la velocità dei processi decisionali, essendo il solo sindaco, e non organismi assembleari, ad averne la responsabilità. In altre parole, piccoli comuni, grandi sindaci”.
“Per i cittadini – ha continuato Ciambetti – il guadagno verrà dal minor costo dei servizi che dovranno essere svolti su base più ampia, attraverso l’associazionismo dei Comuni. Su questa strada siamo stati degli anticipatori: proprio lo scorso 3 agosto abbiamo approvato in Giunta un mio disegno di legge che disciplina l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali. Si tratta di una norma innovativa che garantirà un articolato e armonico riordino territoriale, coinvolgendo ben 313 dei 581 Comuni della nostra regione, vale a dire tutti quelli con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti, per un milione complessivo di cittadini veneti. L’obiettivo è quello di mantenere o addirittura di migliorare lo standard qualitativo dei servizi comunali, senza nessun costo aggiuntivo per i cittadini, puntando, anzi, ad ottenere consistenti risparmi. Questo processo oggi dovrebbe trovare maggiore forza proprio in virtù del Decreto 138 del 13 agosto, che impone ‘de jure’ una esemplificazione profonda anche se più limitata rispetto alla nostra proposta”.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *