Chirurgia estetica del seno: Italiane, state a casa!

//   5 gennaio 2012   // 0 Commenti

protesi

Il turismo medico sotto la lente d’ingrandimento: Protesi a rischio e incontrollate nei Paesi low cost

Fotolia 12074455 XS 300x200Lo scandalo delle protesi Pip di produzione francese ci offre lo spunto per riflettere su alcune scelte che vengono fatte alla leggera e possono influenzare pesantemente la propria salute. Da qualche anno è sempre più di moda in Europa il turismo medico. Fenomeno di massa che vede – per quanto riguarda la chirurgia estetica – migliaia di donne trasferirsi all’estero in paesi tipicamente low cost per sottoporsi senza tanti pensieri ad interventi chirurgici come ad esempio la mastoplastica additiva.

In Italia le normative sanitarie sono molto severe sia per quanto riguarda la struttura che i dispositivi che possono essere usati. Nel caso di qualche evento sfavorevole il nostro Ministero della Salute è sempre pronto a correre ai ripari e correggere il tiro. Infatti per le protesi Pip – accusate di essere responsabili della formazione di tumori in alcune pazienti francesi – sono stati delegati i NAS (corpo dei carabinieri per la tutela della salute) per la verifica  a tappeto  del loro utilizzo presso i tutte le strutture sanitarie di chirurgia estetica del nostro paese. Entro qualche giorno le autorità renderanno noto il risultato del censimento e daranno le disposizioni del caso. In Italia le Pip hanno un mercato marginale ma comunque le pazienti che hanno quelle protesi dovranno  essere monitorate con lo stress che ciò comporta.

Certamente il mercato  più importante per queste protesi sono proprio i paesi esteri  low cost che offrendo intervento a prezzi bassi prevedono l’impianto di protesi a basso costo. Non essendo chiara la regolamentazione tra paziente, medico e struttura sanitaria, è facile immaginare anche una certa carenza informativa nei confronti della paziente per quanto riguarda marca, modello e lotto dell’ impianto.

In questo caso alla sbarra degli imputati sono le protesi mammarie, ma quando il sistema sanitario non è adeguatamente controllato prima o poi altri nodi giungono al pettine.

La scelta del turismo medico è quindi rischiosa perché il paziente non può essere adeguatamente tutelato in tutte le fasi dell’ iter chirurgico ed al verificarsi di un evento avverso risulta particolarmente difficile trovare il bandolo della matassa.

Italiane, state dunque a casa

La scelta di preferire il nostro Paese parte dal concetto di sicurezza e salute. Grazie non solo all’ importante tradizione medica italiana, ma anche all’ attenzione delle nostre autorità nella tutela della salute, in Italia vengono svolti interventi chirurgici estetici mediamente di alto livello, senza contare che il paziente è in grado di interagire con immediatezza con il proprio chirurgo anche in fase post operatoria. La scelta Made in Italy è vincente tanto che addirittura la mia personale esperienza vede pazienti dall’ estero (anche da Paesi tipicamente meta del turismo sanitario) rivolgersi alla mia clinica di Padova. La nostra storia ha sempre avuto come primaria guida di comportamento la salute del paziente. Per tale motivo sono state sempre impiegate protesi di indiscussa qualità e certificazione internazionale.

Dott. Carlo Alberto Pallaoro

Specialista in chirurgia plastica – Padova


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