Il ritorno del figliol prodigo

//   17 agosto 2011   // 0 Commenti

cesare battisti libero

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.
Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO

(Riassunto: Semmai dovesse accadere, sacrificheremo una vacca grassa e festeggeremo per due giorni e due notti il suo ritorno. Un figlio che avevamo perso ed abbiamo ritrovato).

Per dindirindina, ha pur bisogno di distrazioni, di svago, anche per lui è ferragosto! Sto parlando del nostro, mi correggo del loro Cesare Battisti, l’ex leader dei Proletari armati per il comunismo di cui l’Italia ha chiesto invano l’estradizione al governo di Brasilia. In un momento di depressione ha dichirato ad una rivista brasiliana: «Non ho nessuna voglia di andarmene dal Brasile, ormai sogno perfino in portoghese. Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare».
Vogliamo lasciarlo in pace questo povero Battisti, accusato di avere avuto un ruolo, diretto o indiretto, in ben quattro omicidi avvenuti negli anni di piombo e attribuiti ai Pac. Era stato processato in contumace, dichiarato colpevole e condannato definitivamente ad espiare la pena in carcere. Ma il “nostro”, ehm, il loro Battisti ha preferito eclissarsi fuggendo, prima in Francia, poi, quando i suoi “protettori” stavano cedendo alla spinta mediatica e politica, finalmente nel suo Brasile, a San Paolo, ed oggi nella sua Rio, a riposare ed a godersi le meritate vacanze estive.
Continua a professarsi innocente lo scrittore: «Non ho ammazzato nessuno. Sono finito in una disputa tra forze politiche italiane con le quali non avevo niente a che vedere , io che non ho ferito e non ho ammazzato nessuno. Tarso Genro, l’allora ministro della Giustizia (dell’ingiustizia, mi verrebbe da dire) del governo Lula, esaminò il mio caso, ritenne che avevo ragione, e con gran coraggio difese le mie posizioni contro le pressioni potenti che mi franarono addosso» – ha pontificato.
Battisti, teoricamente, non potrebbe allontanarsi da San Paolo perché il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta garantisce che tutto procede senza problemi. Non ho dubbi e sono certo che le autorità carioche sapranno dare risposte immediate e trasparenti a detrattori che ancora oggi cercano prove contro di lui. Bisogna essere dei leziosi, per giunta!
Fermiamo questo scempio, questa falsa informazione, un dileggiare continuo ed imperterrito verso un uomo che tanto ha dato al nostro Bel Paese e che poco, pochissimo ha ricevuto in cambio, al punto che si è sentito “tradito”, motivo per cui è fuggito, scappando nottetempo, senza alcun riflettore o codazzo che gli facesse pubblicità, prendendosi una buone dose di rivincita morale. E si che ci aveva avvertito della sua innocenza, della sua estraneità agli omicidi che alcuni Tribunali, probabilmente di parte, gli avevano addebitato, punendolo, peraltro.
Un altro “cervello” che se ne andato, lui, come tanti altri, ha lasciano il nostro Paese alla ricerca di gloria e comprensione. Ha preso il “bastimento” e solitario è sbarcato in Brasile con umiltà e tristezza. Ci ha abbandonato, ci ha privato della sua immensa carica civile, della sua umanità, della sua onestà intellettuale e morale. Per nostra fortuna potremmo beneficiarci del suo pensiero, della sua cultura e dei suoi libri che continueremo a leggere e tenere in alta considerazione. Non vediamo l’ora che esca l’ultima sua fatica che si intitolerà “ai piedi del muro”. Fonti certe, ci dicono che è molto concentrato sul suo lancio, sarà certamente un best seller, dato che “allocchi”, a cominciare da me, gli pubblicizzeranno.
Ma vogliamo riflettere su un altro aspetto che potrebbe sembrare improprio e che riguarda le nostre carceri, l’affollamento e le condizioni igieniche disperate della nostre patrie galere? Proviamo ad immaginare il nostro amato Battisti rinchiuso in cella solo e disperato. Ha liberato la sua stanzetta quattro per quattro lasciando a noi la possibilità di utilizzarla e piazzarci almeno cinque/sei detenuti comuni, magari extra-comunitari. Che persona eccezionale ed altruista, in un batter baleno ha risolto il problema di spazio che abbiamo?
Lo ha fatto per noi, si è sottratto a vivere nel suo paese ed alla sua detenzione, per destinare il proprio interesse verso altri spazi e mentalità, lontani ed illimitati.
Sarà dura in quella lunga distesa di spiaggia a Copacabana, tra gente inospitale e poco incline alla socializzazione. Là dove le donne sono schive e gli uomini degli impenitenti maschilisti. Non ce lo vedo proprio in quel mondo non è suo, lui che è un intellettuale, un teorico, un esperto, un fuggiasco. Auspico un suo ritorno, un suo ripensamento, una sua riflessione etica.
CESARE TORNA A CASA QUESTO CUORE BATTE PER TE!


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