Caro Presidente non siamo una Repubblica presidenziale

//   9 maggio 2018   // 0 Commenti

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il Presidente della Repubblica francese,Emmanuel Macron-il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Dopo 63 giorni sul fronte Governo nulla di nuovo, sulle cronache gli umori e i veti, proposte e controproposte, passi indietro e passi di lato, capricci e compromessi, sappiamo tutto. Le trasmissioni televisive e i giornali non fanno altro che darci i bollettini aggiornati di quanto succede e soprattutto non succede nelle ovattate stanze del potere. Il presidente Mattarella preme perché si trovi una soluzione ma va oltre dimenticando che siamo una Repubblica parlamentare e non presidenziale, non siamo in Francia, purtroppo…dove è il presidente eletto dai cittadini ad indicare il primo ministro e avallare i ministri del governo. Mattarella doveva dare incarico a Salvini leader della coalizione che ha battuto tutti in termini di voti e il leghista aveva il diritto dovere di andare in parlamento a cercare la fiducia, questo dice la nostra seppur vetusta costituzione. Ora invece si comincia a fare il tifo su nomi di tecnici e professori, finanche quello di Salvatore Rossi della Banca d’Italia, una istituzione che negli ultimi anni non ha brillato per imparzialità ed efficienza. L ultimo governo con un professore alla guida, Monti, ha creato danni che ancora oggi paghiamo. Serve, prima dell’ ultima spiaggia di un Governo del Presidente un incarico politico alla coalizione vincente, con tutto il rispetto Presidente quell’ arbitro al quale si ispira nel descriversi rimanga fedele alle regole, in altri paesi europei ci sono voluti mesi se non anni per insediare governi figli di elezioni senza vincitori conclamati, una attesa che non solo non ha creato scompensi ma che ha favorito balzi economici e occupazionali insperati. Fino ad oggi nessuna speculazione è stata attivata sull’ Italia e il mondo economico quello che decide davvero le sorti dei paesi e dei governi ritiene di puntare sulla stabilità. Una Repubblica residenziale alla francese sarebbe auspicabile ma fino ad allora Presidente faccia di più il notaio e non insegua troppo il cammino del suo predecessore fin troppo presidenzialista e parziale.


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