Carim, con l’aumento di capitale stop al commissariamento. Il commento di Gnassi e Vitali

//   31 gennaio 2012   // 1 Commento

carim 300x152Fine del commissariamento. Con l’aumento di capitale da 164.497.200 euro a 275.095.240 euro il peggio per Carim sembra essere passato. Il passo necessario per fare uscire l’istituto riminese dal commissariamento imposto dalla Banca d’Italia nel 2010 è stato compiuto. “Questa approvazione – ha avvertito il presidente della Fondazione Massimo Pasquinelli – è solo una piccola parte del percorso che ci attende”.

All’indomani della ricapitalizzazione Carim, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il presidente della provincia di Rimini, Stefano Vitali, hanno firmato una sorta di dichiarazione congiunta, un ‘invito’ ai dirigenti dell’istituto riminese a cambiar ‘abitudini’ per il futuro.

“Il modo in cui è arrivata la ricapitalizzazione apre una stagione inaggirabile nel nome di una trasparenza e di un cambiamento richiesti, invocati, urlati, pretesi a gran voce con la forza del giusto. Il senso di responsabilità e l’attaccamento alle sorti del territorio, dimostrate dal tessuto economico e dai cosiddetti piccoli azionisti nel sostenere il grande, rimarchevole sforzo fatto dal management in 15 mesi davvero ‘in trincea’, non è infatti una cambiale in bianco ma una fiducia condizionata a un cambio di passo e di approccio”.
Si passa poi ai piccoli azionisti. “Basta con le chiusure, basta con l’opacità, basta con gli accordi presi nelle stanze di pochi; quello che con ragione viene chiesto ormai da anni alla politica, è ora rivolto all’istituto creditizio con le stesse parole, il medesimo vigore e in più un’enorme dose di orgoglioso attaccamento al proprio territorio. Per questo sarà impossibile che tutto torni come nella stagione precedente; qui non si tratta più di un gioco delle parti o di un minuetto per ottenere uno strapuntino, il protagonista nuovo è Rimini che impone di spalancare quelle finestre che, serrate, hanno prodotto un clima irrespirabile e pericoloso”.

“Crediamo che il Presidente Pasquinelli – che ha dimostrato una pazienza e una capacità relazionale altissime nella fase più turbolenta della vicenda Carim, riuscendo a ricondurre nel porto di casa una barca che pareva destinata ad altri lidi – coglierà pienamente questa richiesta che viene dal tessuto economico e dalle migliaia di azionisti. Del resto, l’impegno e il sacrificio di questi – in primis economico – sostiene la sottoscrizione di un nuovo patto, fondato su un più rigoroso collegamento tra banca e territorio inteso come espressione collettiva e non di (piccola) parte, su una netta trasparenza incardinata su una rappresentanza più aperta”.

Infine, il monito. “Sembra quasi che la salvezza sia nel ritorno a terra e nella terra, dopo anni di incontrollati voli in cieli finanziari che non erano nostri. Questo capitale – finanziario e etico – va adesso restituito, a cominciare dal problema dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese riminesi. Un tessuto che non pretende niente di più di quello che dà, che non ambisce alla speculazione ma semmai a tenere botta e continuare a garantire sviluppo nei durissimi anni della crisi. Così come improcrastinabile è dare ruolo e voce a chi finora ne ha scarsamente avuto, vale a dire i piccoli azionisti , veri vincitori ieri e nipoti affettuosi di una zia Carim alla quale si chiedono di cambiare le abitudini per affrontare il futuro con un briciolo di speranza in più”.

Gnassi e Vitali concludono confermando il loro pieno appoggio a Carim: “Daremo tutto il nostro supporto al presidente Pasquinelli affinché il lavoro fatto sin qui non resti un’incompiuta o si ritorni a una restaurazione inaccettabile per un istituto bancario che, da ieri ancora di più, ha la sua chiara e indiscutibile ragione ‘sociale’ nel radicamento alle sorti collettive dell’area riminese”.

fonte: romagnanoi.it


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