“Soluzioni alla crisi? Per la Cgil lo sciopero generale…”

//   24 agosto 2011   // 0 Commenti

camusso_bonanni_angeletti

Ci risiamo mentre tutti sono concordi almeno sul fatto che è tempo di  cambiare, abbattere le caste con i loro privilegi, ridurre drasticamente la macchina burocratica, riformare il mondo del lavoro equiparandolo ai tempi moderni, pensare di portare le pensioni a livelli europei, rilanciando economia e consumi, c’è ancora un esemplare di dinosauro in circolazione la Cgil, il sindacato della sinistra, non Cisl nè Uil che già in coro condannano la presa di posizione dei cugini comunisti in relazione allo  sciopero generale indetto per il 6 settembre…cui prodest ( a chi è utile ) pensiamo solo alla Cgil e alla Fiom ultime roccaforti della favola che per oltre 40 anni ha contribuito ad illudere milioni di lavoratori, che potesse esistere un mondo senza imprenditori e senza obblighi ma solo diritti, anni nei quali si è gridato allo scandalo per gli straordinari,  si è gridato no ai premi di produzione, quando si è cercato di lavorare meno e guadagnare di più, quando tutti professavano il contrario, che ancora tengono duro sull’articolo 18 da
tutti considerato altro cult del sindacato, ma anch’esso vecchio inadeguato per paesi come il nostro dove la crescita e l’occupazione
sono frenate da obblighi che non hanno più ragione di esistere.

La storia insegna che il progresso passa attraverso rivoluzioni di pensiero e di ammodernamento paese per seguire o meglio anticipare lo sviluppo dei mercati, mentre il mondo cammina e abbandona i vecchi feticci Cgil e Fiom sventolano le loro bandiere rosse alla ricerca di un consenso che iniziative annunciate come lo sciopero generale potranno solo diminuire, quando Cisl e Uil con i segretari Angeletti e Bonanni hanno dichiarato ” a cosa servirà se non a far perdere altri denari ai dipendenti ?”, nelle menti della Camusso e c. forse l’estremo gesto per arginare una emorragia di tessere che proprio con comportamenti desueti e armi spuntate sembra inarrestabile ma cercano,” i duri e puri del sindacato “ con lo sciopero generale  ancora di sentirsi vivi ma evidentemente incapaci di capire che  la storia ne ha già  decretato la morte.


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