Camere di (in) sicurezza

//   10 gennaio 2012   // 0 Commenti

decreto svuota carceri amnistia

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNA VITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

Un titolo quanto mai azzeccato. Lo si deve al Sindacato Autonomo di Polizia S.A.P. che con il suo Segretario Generale Nicola Tanzi ha fatto una disamina puntuale e precisa sull’emergenza carceri, in virtù delle recenti affermazioni da parte del Ministro della Giustizia sull’affollamento delle carceri, un problema che si  trascina da anni, come tutto quanto accade in questo benedetto Paese.

Il SAP boccia l’ipotesi prospettata dal Ministro Paola Severino di detenere gli arrestati presso i posti di polizia fino all’udienza direttissima. “Invitiamo il Ministro della Giustizia ad un ripensamento, perché tale norma produrrà una sensibile diminuzione della prevenzione e della repressione dei reati sul territorio in quanto già oggi le Forze di Polizia sono in sofferenza per mancanza di uomini, mezzi e risorse economiche”-  ha dichiarato Tanzi.

Siamo alle solite, anche questo Governo, da par suo, ha trovato il modo per risolvere l’affollamento delle carceri usando il solito stratagemma dello scaricabarile, un metodo comodo e sbrigativo per lavarsene le mani addossandolo al comparto sicurezza bersagliato da tagli ed ammanchi spaventosi.

Le soluzioni prospettate dalla Severino è quanto di più assurdo si potesse proporre. In primo luogo, perchè il numero delle camere di sicurezza disponibili tra le Forze dell’Ordine non sono certamente sufficienti per gli oltre ventimila arrestati protagonisti del cosiddetto fenomeno delle “porte girevoli”. Senza contare l’insufficienza del personale necessario a gestire tutto questo: la sola Polizia di Stato ha un sotto organico, com’è noto, di 15.000 unità. Oltre al personale, c’è il problema dello straordinario, con quali soldi potranno essere pagati coloro che saranno sottoposti ad ulteriori sacrifici?

E anche per quel che riguarda gli arrestati i problemi non sono di poco conto. Invito la Severino a farsi un giro presso i Commissariati o le Stazioni dei Carabinieri, si renderà conto che le camere di sicurezza non sono predisposte a trattenere esseri umani più di tanto, starebbero meglio in strutture carcerarie che tra angusti e strutturalmente meno adatte stanze, buie ed inospitali, quali sono le celle di sicurezza. Peraltro, chi provvederebbe a fabbisogni degli arrestati, non essendo previsti servizi di mensa o idonei servizi igienico-sanitari?

Proprio in questi giorni si fa un gran parlare di “emergenza sicurezza” in alcune città a seguito di drammatici fatti di cronaca. Mi chiedo, in che modo si può davvero garantire la sicurezza e la tranquillità della gente, alla luce delle dichiarazioni del Ministro della Giustizia con le sue assurde proposte sulle camere di sicurezza, ma siamo matti?

Le problematiche che esistono nelle carceri sono arcinote e necessitano certamente di soluzioni alternative e concrete che devono guardare al di là di provvedimenti tampone o di facciata quali quelli prospettati. A ben guardare sarebbero similari alle proposte di amnistia o di indulto prese in passato tanto per svuotare le celle di alcune centinaia di migliaia di detenuti, rientrati immediatamente dopo a causa della perpetuazione di ulteriori reati. E’ un cane che si morde la coda e le soluzioni sono e rimarranno quelle della costruzione di nuove strutture carcerarie tali da migliorare lo stato di detenzione dei detenuti, compreso quello di servizio degli Agenti della Polizia Penitenziaria.

C’è tempo fino all’11 gennaio per presentare emendamenti al pacchetto di norme in discussione al Parlamento e nei prossimi giorni Nicola Tanzi, la cui esperienza e correttezza intellettuale e professionale è di buon auspicio, incontrerà il Ministro dell’Interno Maria Cancellieri per trovare soluzioni alternative e migliorative al disegno normativo proposto dal dicastero della Giustizia che aggraverebbe la situazione delle Questure, dei Commissariati e delle Caserme a tutto danno dei cittadini.


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