Cambiamenti climatici: danni ai boschi e alla flora

//   15 marzo 2019   // 0 Commenti

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Il clima sta cambiando, eppure l’Italia continua ad essere impreparata. È quanto torna a denunciare Legambiente ribadendo l’urgenza di un piano nazionale di adattamento al clima e una normativa che fermi il consumo di suolo, insieme ad un’intensa attività di prevenzione.

Le statistiche, infatti, ci informano che eventi metereologici catastrofici nel passato recente avvenivano ad intervalli di tempo di 50-100 anni; da qualche decennio a questa parte avvengono ogni 2-5 anni. Questo cambio di ciclicità non è da sottovalutare, infatti si stima che i mutamenti climatici stiano influendo sulle catastrofi metereologiche e sui conseguenti danni non solo alle città, ma anche all’ecosistema. Gli studi climatici ci dicono che il bacino del Mediterraneo è una delle aree più colpite dai mutamenti del clima.

Le alluvioni, il danneggiamento del suolo, l’ingente quantità d’acqua che cade sul nostro territorio hanno condotto alla distruzione di 42.500 ettari di bosco.

A tal proposito PEFC Italia, ha lanciato, in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, che si celebra il 21 marzo, un appello: “Sostenere le comunità forestali e le aree interne del NordEst, duramente colpite dai cambiamenti climatici”. La superficie forestale sta ancora crescendo a seguito dell’abbandono dell’agricoltura nelle aree montane marginali, ma il 2018 è stato un anno terribile per le foreste italiane che hanno subito il peggior evento atmosferico di sempre: la tempesta Vaia. Sono 494 i Comuni coinvolti, tra Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e marginalmente Lombardia. Si tratta dell’area dove sono concentrate le foreste che producono 2/3 del legno da opera italiano e la stima dei danni prevede che siano stati abbattuti almeno tanti alberi quanti se ne tagliano normalmente in 5-7 anni.

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