California, patente a tutti

//   3 dicembre 2013   // 0 Commenti

california drivers licenseEcco perché è meglio se “Carlos” può guidare legalmente.

“Questa legge crea il meccanismo mediante il quale più di un milione di guidatori  in California sosterranno l’esame per la patente e otterranno l’assicurazione automobilistica”.Così lo Sheriff di Los Angeles Charlie Beck mentre commenta la nuova legge californiana che permetterà ai clandestini di ottenere la patente di guida. Gli illegali ora potranno guidare legalmente e sereni nelle strade californiane. La legge era stata approvata nel 2008 ma l’allora governatore, Arnold Schwarzenegger, repubblicano, l’aveva abrogata non consentendone quindi il proseguimento.

Questa volta è andata diversamente ed è stato compiuto un passo davvero importante sotto diversi aspetti. L’attuale governatore Jerry Brown  (che sta facendo molto bene al Golden State) non ha infatti esitato a firmare la legge che i legislatori democratici avevano approvato. Si tratta solo di un documento che permetterà a coloro che supereranno l’esame scritto e quello pratico di guidare legalmente ma non potrà essere usato da carta di identità come fa il resto della popolazione. Qui in Usa infatti la normale patente di guida ha un grandissimo valore perché è sostanzialmente il primo documento di riconoscimento. Di qui anche il sorgere di alcune polemiche che alcuni media hanno alimentato contestando questa normativa che sembrava fosse un bel regalo per tutti gli irregolari che ora oltre a poter circolare per le strade (come facevano prima  illegalmente con la patente messicana) potranno mostrare anche la loro bella patente californiana come documento evitando che gli vengano sottoposte altre domande o richiesti altri documenti.
Non è così.

La nuova patente che sarà rilasciata  a tutti gli effetti da gennaio 2015 indicherà chiaramente che si tratta di  un Driving Priveleges (privilegi di guida), una patente che non possiamo chiamare minore o di serie B  ma diversa perché come  specificato sopra non avrà valore come documento di riconoscimento.

Per l’idoneità all’esame scritto ed eventualmente quello pratico si dovranno presentare documenti che attestino la residenza in California. Si potranno usare una carta d’identità rilasciata dal consolato, un passaporto, un contratto di affitto, un certificato di nascita, una licenza di matrimonio, curriculum scolastico, ecc. per identificare tutti i candidati che vorranno sostenere l’esame.
Il traguardo più importante di tutta questa operazione è che attraverso questa normativa finalmente tutti coloro che attualmente guidano senza patente regolare, senza assicurazione e che ogni giorno mettono a repentaglio la sicurezza propria e quella degli altri automobilisti, possano venire fuori dalle “tenebre”. Ciò  significa pagare un assicurazione, conoscere il codice della strada, non fuggire dopo un incidente  per paura di essere arrestati come purtroppo fino ad oggi accadeva.

La polizia  ha accolto questa legge con grande entusiasmo e crede  proprio che si ridurrà  drasticamente il numero di incidenti mortali perché una volta sostenuto e superato gli esami questi “nuovi”guidatori conosceranno le regole stradali e si comporteranno come tutti gli altri. Quando c’è da dare la precedenza ora sapranno come fare..

Le critiche a questa nuova legge sono emerse rapidamente. I contrari credono che il valore della patente californiana sarà ridotto perché causerà confusione e diminuirà il grande valore della patente come carta di identità. Critiche infondate perché appare piuttosto chiaro il ruolo e la tipologia della nuova patente e ciò che essa vuole rappresentare e rappresenterà per i nuovi guidatori, servirà per guidare con cognizione di causa non per essere identificati.

Il pensiero  dei contrari vede questa licenza di guida come una ricompensa a persone che hanno  già commesso un reato entrando nel Paese illegalmente.
Offrendo servizi  e supporto agli immigrati non si farà altro che aumentare l’immigrazione clandestina. Ne segue l’idea che bisogna punirli invece di assisterli ad integrarsi. Un ragionamento che ovviamente non prende conto della vera motivazione alla radice di questo flusso migratorio, ossia il lavoro. In California vivono milioni di immigrati che nel corso degli anni entrando magari illegalmente in un modo o nell’altro attraverso il loro lavoro si sono integrati svolgendo attivita che sono fondamentali per l’economia locale e che l’americano generalmente non fa , trattasi infatti di lavori di basso profilo, molto umili e davvero poco retribuiti. Analizzando bene la cosa appare che in verità questa patente di guida per gli immigrati porterà grandi benefici alla sicurezza, all’ economia locale allo stato d’animo e al benessere di milioni di persone, agli americani perché si sentiranno meno in pericolo per strada e più tutelati e gli immigrati  che si sentiranno più normali e non figli di un dio minore. La California ha bisogno di queste persone e  possibilmente solo della loro parte migliore di queste persone, perché in città c’è bisogno anche di loro che fanno quei lavori che forse noi non faremmo mai e che fanno si che tutto funzioni. E quando “Carlos”  il nostro vicino di casa messicano va al lavoro di buon ora alla mattina magari di fretta e’ meglio per tutti se sa guidare perché tanto andrebbe comunque.. Conoscendo o no il codice della strada…


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