Capotaormina: Il fascino architettonico del piu’ bell’albergo siciliano

//   6 luglio 2011   // 0 Commenti

capotaormina piscina

capotaormina.ristorantiebar05.9345L’incredibile capolavoro architettonico appoggiato in vetta al superbo promontorio di Taormina, da cui prende il nome, ovvero il grande albergo Capotaormina, appartiene con altri  hotel dell’isola, alla famiglia

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Ligresti. Ne proponiamo la visione a chi non l’avesse mai visto poiché si tratta del gioiello architettonico sapientemente inserito nella natura circostante e superbo svetta sull’azzurro mare sottostante. Un capolavoro di ingegneria architettonica costruito 40 anni fa, rappresenta il grande albergo, il piu’ prestigioso dell’isola. L’incantevole posizione sulla quale l’architetto volle inserire il suo capolavoro edilizio, con accorgimenti che si sono inseriti nella natura selvaggia del terreno circostante roccioso, scende quasi a picco nel mare, non ha eguali nel mondo il fascino ambientale predominante, più che un albergo lo fa sembrare una fiaba. Del Capotaormina ne abbiamo parlato altre volte poiché noi, dopo averne scoperto il fascino ne siamo stati schiavi per almeno un ventennio, ed ogni anno, ne siamo stati assidui frequentatori. Direttamente dall’albergo si accede alla spiaggetta privata o alla piscina inserita anch’essa tra le rocce.I piani non sono dislocati verso l’alto, ma verso il basso ed ognuno dei 5 è curato come in una sinfonia classica, nella serie di colonne verticali che ne accompagnano la dislocazione delle camere dalle cui finestre l’incanto diventa una musica con suoni estetici di incomparabile bellezza.

Probabilmente chi leggerà queste note penserà ad una nostra visione personale quasi parissistica, mentre noi difficilmente riusciremo a proporre ai nostri lettori l’eco d’un incanto che sovverte spesso l’economia delle nostre riflessioni nei giorni del riemergere del mare di Capotaormina.Più che parlare del Capotaormina occorre vedere l’edificio nel suo insieme e nel quadro prospettico rispetto alla panoramica del Capo che si inoltra nel mare creando quell’infinito e ampio golfo che dalle terrazze se ne gode l’immensità oltre la quale la vetta fumosa dell’Etna e anche il fuoco, ogni tanto da lontano mostra la sua continua alacrità dentro le viscere della terra.  Nessuno può raccontare senza emozioni le stupende serate estive su quella terrazza favolosa dove gli ospiti si trovavano riuniti al suono di orchestre per indurci alla danza. E quando la luna si alzava sull’orizzonte scuro del cielo, pareva uno scenario incantato talmente suggestivo che pareva una scena voluta da un esigente regista. Non sappiamo se abbiamo redatto questo pezzo per noi stessi o per narrare al lettore ignaro il quale, leggendo forse sarà tentato di soddisfare la sua curiosità accesa  con la nostra descrizione. Una curiosità che forse spingerebbe alcuno a progettare una vacanza estiva o invernale in quell’apoteosi del grande albergo Capotaormina, che lo terrebbe tra sogno e realtà.

 

 

A CURA DI capotaormina.hallecamere06.8994Italo Tassinari


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