Brexit: tutte le conseguenze per gli italiani

//   27 marzo 2017   // 0 Commenti

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Lo ha comunicato la premier britannica Theresa May nove mesi dopo il referendum che ha sancito l’uscita dall’Unione europea: l’iter della Brexit sarà ufficialmente avviato il 29 marzo, quando il governo britannico si appellerà all’articolo 50 del Trattato di Lisbona.

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Foto da bbc.com

Da fine marzo, quindi, inizieranno i negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’Ue. Dureranno come minimo due anni, a meno che le parti decidano di comune accordo di prolungare le trattative. In questo periodo il governo britannico e le istituzioni comunitarie dovranno accordarsi sul “divorzio” consensuale: in ballo nuove intese in campo commerciale, economico e militare.

Quali saranno le conseguenze della Brexit per gli italiani, in particolare per tutti quelli (e sono tanti) che studiano, lavorano e vivono Oltremanica? Vediamo insieme le ipotesi più probabili.

  • Studenti italiani in Gran Bretagna. Non cambierà nulla, in fatto di tasse o prestiti studenteschi, per tutti coloro già immatricolati o che si registreranno nel 2017. Il rischio è che le rette potrebbero farsi più ‘pesanti’, ma non è ancora dato sapere in quale misura, per quelli che si iscriveranno ad un ateneo britannico nel 2018.
  • Lavoratori italiani nel Regno Unito. Dal 2019 il diritto di un italiano a lavorare in Inghilterra potrebbe essere subordinato al rilascio di un apposito permesso, salvo differenti accordi. La posizione dei lavoratori stranieri sarà comunque una delle ultime tematiche che governo britannico e Ue affronteranno in sede di negoziazione.
  • Turisti italiani diretti a Londra. L’Ue potrebbe adottare un sistema di visti d’ingresso (si chiama Etias e costerebbe 14 euro) per tutti i cittadini extracomunitari che vorranno viaggiare in Europa. Visto il principio di reciprocità, è più che probabile che un simile sistema venga introdotto anche per i cittadini europei diretti in Gran Bretagna per turismo.
  • Esportatori italiani e spedizioni postali. Se Regno Unito e Ue non dovessero firmare un accordo di libero scambio ad hoc, le relazioni commerciali sarebbero regolate dalle norme (e quindi dai dazi e dalle tariffe sui beni esportati e importati) della World Trade Organization. In termine di costi, comunque, per spedire un pacco in Gran Bretagna nulla è cambiato e nulla cambierà da qui a marzo 2019.
  • Bambini italiani nati sul suolo britannico. Tutti i nati in Gran Bretagna dopo l’1 gennaio 1983 da genitori italiani residenti Oltremanica possono ottenere la cittadinanza e il passaporto britannici richiedendoli entro l’effettiva uscita dall’Ue, sulla base di specifici requisiti riguardanti la durata della residenza nel Regno Unito dei genitori.


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