Bollo auto, tutte le novità previste

//   18 ottobre 2017   // 0 Commenti

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Bollo auto 300x157Il bollo auto potrebbe andare incontro a un aumento: per specifiche categorie di veicoli in circolazione, infatti, potrebbe essere previsto un rincaro della tassa di possesso per auto e moto. Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, in particolare, avrebbe suggerito delle modifiche alla tabella di calcolo del bollo auto: a essere penalizzati, come sempre, dovrebbero essere i veicoli più inquinanti. Non solo le auto di grossa cilindrata, dunque, ma anche quelle meno recenti.

Che cosa succede se non si paga il bollo auto

Per chi venisse sorpreso a non pagare il bollo auto, la nuova normativa varata dal governo in proposito prevede una pena molto dura: il provvedimento che verrà adottato, infatti, imporrà la radiazione dal PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, per tutti i veicoli per i quali non verrà rispettato il pagamento del bollo auto. Una sanzione a dir poco drastica, che è strettamente correlata con la recente riforma del Pubblico Registro Automobilistico e che in realtà va a riproporre una normativa vecchia, che però non è mai stata applicata. Si è deciso, pertanto, di renderla attuale, anche in virtù dell’entrata in vigore della norma che impone in sede di revisione periodica del mezzo il controllo del pagamento.

Dal prossimo mese di gennaio, in sostanza, i mezzi che verranno ritenuti irregolari (e cioè quelli per cui non sarà stata pagata la tassa di possesso) non potranno essere sottoposti a revisione periodica. Per questo motivo non potranno più circolare: se venissero utilizzati in assenza di revisione, un eventuale controllo comporterebbe per loro il fermo, oltre a una sanzione amministrativa per la violazione del comma 14 dell’articolo 80 del Codice della Strada. Insomma, meglio ricordarsi di pagare in tempo, per evitare conseguenze ben poco gradevoli.

L’aumento del bollo auto

In questo scenario si inserisce, come detto, l’annuncio dell’aumento della tassa di possesso, il cui pagamento è da tempo immemore fonte di dibattiti e oggetto di proteste e di lamentele da parte degli automobilisti e dei motociclisti. Non è certo un caso, d’altra parte, che in più di un’occasione anche le associazioni dei consumatori abbiano fatto sentire la propria voce e si siano esposte in modo esplicito per contestare una tassa che ritengono non equa e che, soprattutto, considerano eccessivamente onerosa per i contribuenti.

Il fatto è che nel nostro Paese allo stato attuale sono in circolazione tantissimi mezzi che correrebbero il rischio di essere radiati nei prossimi anni dal Pubblico Registro Automobilistico: si parla di migliaia di veicoli che potrebbero essere penalizzati dalle nuove norme contro l’evasione. Chi non ha le possibilità economiche di comprare un’auto nuova e si trova in garage un mezzo vecchio, dunque, rischia di subire la beffa oltre al danno: insomma, non avrebbe i soldi per cambiare macchina ma sarebbe costretto a spendere denaro per l’aumento del bollo auto. Un apparente controsenso, che però al momento non sembra interessare il legislatore.

Più è vecchio il veicolo, più si paga

La rimodulazione della tassa sui mezzi di trasporto studiata dal governo, in sintesi, prevede un aumento della spesa in proporzione alle emissioni inquinanti di ogni veicolo e alla sua anzianità. Più la quattro ruote di cui si è proprietari è datata, e più si dovrà pagare. Nel mirino finiranno tutte le vetture della categoria Euro 3, oltre – ovviamente – a quelle che appartengono a una categoria ancora più inquinante. La decisione di Calenda rientra nel contesto della Strategia energetica nazionale e intende favorire un rinnovamento del parco vetture: al momento in Italia i veicoli inquinanti Euro 3 sono il 44% del totale. In più, sembra da escludere la possibilità di ricorrere alla rottamazione e di usufruire degli incentivi connessi a questa opportunità: si tratterebbe di un’opzione troppo costosa per le casse dello Stato.


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