Body wordls: corpi umani in mostra

//   18 ottobre 2014   // 0 Commenti

Tra scienza e spettacolo l’anatomia umana fa conoscere il ciclo della vita

È tornata a Roma Body Worlds, la mostra che ha registrato nelle precedenti edizioni oltre 500.000 visitatori in Italia, tra Roma, Napoli, Milano e Bologna. In esposizione ci sono corpi umani veri, trattati con la tecnica della plastinazione di Gunther von Hagens, anatomopatologo tedesco inventore della versione hi-tech della mummificazione.
Vita e morte si fondono per mostrare la bellezza e la potenza della natura.
Tra scienza e spettacolo, consensi e polemiche, la mostra ha richiamato quasi 40 milioni di visitatori in tutto il mondo dal 1995 a oggi. L’esposizione itinerante, una delle più importanti al mondo, ha raggiunto oltre 80 città.
Dopo la tappa italiana, Body Worlds ripartirà per nuovi appuntamenti nel Nord Europa. L’allestimento romano in programma fino al 15 febbraio, negli spazi rinnovati del SET di via Tirso, propone un percorso dedicato al ciclo della vita. “The Cycle of Life” espone le tappe essenziali dell’esistenza umana, analizzando i continui cambiamenti, che si avvicendano dentro di noi nel corso del ciclo vitale.
Attraverso interessanti studi anatomici, sono illustrate le caratteristiche di complessità, resilienza e vulnerabilità del corpo. Body Worlds consente di conoscere il corpo umano in un modo del tutto nuovo.
La tecnica della plastinazione di Gunther von Hagens consente di capire i meccanismi e il funzionamento degli apparati. La conservazione perfetta di tessuti e di organi permette di studiare la realtà del corpo umano.
I cadaveri sono sottoposti a uno speciale trattamento di conservazione, spogliati della pelle per mettere in luce muscoli e organi, sistemati in pose teatrali che vogliono simulare quelle tipiche della vita quotidiana. La scelta degli organizzatori di spettacolarizzare l’anatomia umana è al centro dell’attenzione, ma anche molto discussa.
Body Worlds mette in mostra cadaveri, interi e a pezzi. Sono persone che hanno donato il loro corpo all’Istituto per la plastinazione di Heidelberg (Germania), accettando la possibilità di essere esposti al mondo dopo il decesso.
La plastinazione, tecnica che interrompe la decomposizione, prevede circa 1.500 ore di lavoro sulle salme, a partire dal pompaggio di formalina nel corpo, seguito dalla dissoluzione di fluidi e grassi solubili, dall’impregnazione forzata con materia plastica in una camera del vuoto, dalla modellazione della postura e, infine, dalla polimerizzazione.
Oltre 100.000 studenti, tra scuole primarie, secondarie e gruppi universitari hanno visitato la mostra, occasione di divulgazione scientifica.
Lo scopo dichiarato da Von Hagens riguardo l’inconsueto trattamento post mortem è la sensibilizzazione sanitaria.

Loredana Bontempi


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