Blundo M5S, disabilità sensoriale: “Italia in notevole ritardo e poca attenzione alla problematica”

//   22 novembre 2016   // 0 Commenti

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«Ringrazio per avermi invitata per una tematica molto importante come quella della disabilità sensoriale. Le persone disabili relativamente all’udito e alla vista sono 189mila, ciò nonostante l’Italia è in clamoroso ritardo rispetto ad altri paesi europei e la Finlandia, come l’Austria e il Portogallo, ha persino inserito la lingua dei segni nella propria Costituzione. Questa sì che è una modifica utile e rispondente ai principi della democrazia».
Così ha dato inizio al suo discorso la Vicepresidente della Commissione Infanzia e Adolescenza, Enza Blundo parlamentare del Movimento 5 Stelle, invitata a presenziare al Convegno Nazionale presso l’Istituto Statale per Sordi di Roma.
«Risultano esserci 9885 minori in età scolare e nella Commissione Affari Costituzionali c’è il disegno di legge per l’introduzione nelle scuole di ogni ordine e gradi, dell’insegnamento della Lingua dei Segni (LIS), ma è stato discusso l’ultima volta soltanto il 7 giugno scorso perché è stata data la priorità ad altro, ovvero a togliere la democrazia parlamentare».
«Occorre invece garantire a bambini e ragazzi sordi e sordo-ciechi – prosegue Blundo – il diritto ad un pieno sviluppo cognitivo sia come persone che come appartenenti ad una comunità sociale. A tal proposito per prevenire situazioni critiche e di disagio e favorire la piena integrazione, il pedagogista scolastico può essere un’importante figura di raccordo fra gli adulti che hanno a cuore i progressi d’apprendimento dei bambini: famiglia, insegnanti di classe, docenti che si occuperanno dell’insegnamento della LIS e o della LIS tattile, oltre che del sostegno ai bambini».
«Un progetto virtuoso per la valorizzazione del potenziale del bambino cieco e sordo o altro, è stato realizzato a Cossato in provincia di Biella, ma la situazione generale però è drammaticamente diversa, con molte cattedre di sostegno che risultano ancora vacanti e con il diritto allo studio, sancito dall’art. 34 della Costituzione italiana, che viene continuamente violato» – conclude Blundo.


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