Bitcoin: come imparare a gestire la criptovaluta

//   26 febbraio 2018   // 0 Commenti

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Il Bitcoin è una valuta virtuale creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, nome fittizio di cui nessuno è ancora riuscito a stabilire la vera identità.

Con questa moneta virtuale è possibile comprare beni concreti (sono sempre di più coloro che la accettano come denaro), ma puoi anche venderla in cambio di denaro corrente. La possibilità di coniare nuovi Bitcoin non è infinita. Esiste infatti un limite preciso, che è di 21 milioni di unità.

In ogni Bitcoin è scritto chi ne è il proprietario.  In questo modo potrà essere speso una volta solamente, un sistema per evitare possibili truffe. Il database di chi possiede ogni Bitcoin è suddiviso tra coloro che formano la rete P2P. Si dice che l’uso dei Bitcoin garantisca l’anonimato, questo è parzialmente vero. Le transazioni di ciascun Bitcoin address, come leggiamo sul sito ufficiale, sono pubbliche e conservate per sempre nel network.

Ma come si fa a creare un conto in BitCoin (wallet BTC)? Per farlo è necessario usare un software in grado di gestire il nostro file-wallet, su bitcoin.org è disponibile una lista di software adatti a farlo divisi per piattaforme e caratteristiche: sta a voi scegliere quello più adatto. Una volta scaricato il software inizia la procedura guidata per creare il primo wallet: Hive (ad esempio) ci invita a scegliere un password (sceglietela forte con lettere maiuscole e minuscole numeri e caratteri speciali), ci chiederà di impostare direttamente e in automatico il backup su Drive e/o Dropbox e infine creerà il nostro wallet. A questo punto sarà possibile usare l’applicazione (che ci chiederà ogni volta la password) per accedere al wallet, inviare e ricevere pagamenti e gestire la rubrica di contatti a cui inviare o richiedere pagamenti.

Il bitcoin resta un tabù per le banche italiane e straniere, allineate sulla cautela quando si parla della criptovaluta. Le premessa, tecnica, è che gli istituti bancari non possono investire su una moneta che sfugge a qualsiasi parametro di regolamentazione, perché significherebbe esporre i propri clienti a un prodotto senza garanzie. Sebbene nella blockchain, cioè l’archivio contabile decentrato che fa marciare il bitcoin e le altre criptovalute sorelle, le banche vedono opportunità inedite. Per esempio quella di trasferire masse di denaro, il loro pane, senza bisogno di intermediari, tagliando costi e tempi degli scambi.

Essendo un fenomeno discretamente nuovo ed in continua evoluzione, la valuta e le leggi che ne regolano l’uso sono ancora in discussione.

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