Bisciglia (Aidr): sanità digitale? Garanzia qualità e risparmio

//   22 maggio 2019   // 0 Commenti

Salute/Bisciglia (Aidr): sanità digitale? Garanzia qualità e risparmio Roma, 21 mag. (askanews) - Interlocutore tra cittadino e istituzioni, per offrire soluzioni e valide alternative. Alternative che, grazie all'utilizzo della telemedicina, possono garantire una migliore assistenza e, a fronte di una cura adeguata e personalizzata, incentivare anche la riduzione dei costi sanitari. È l'impegnativa mission che si pone l'Osservatorio sanità digitale di Aidr (Associazione italian digital revolution), che il prossimo 13 giugno chiamerà a raccolta, per un convegno a Montecitorio, i principali esperti del settore. Qualità e risparmi. "Oggi la spesa sanitaria si aggira intorno ai 150-160 miliardi, di cui 110-120 garantiti dallo Stato, il resto dai singoli cittadini. Le nuove tecnologie, a fronte di una migliore qualità e assistenza, offrono un oggettivo risparmio. Grazie alla completa informatizzazione della sanità - spiega il responsabile dell'Osservatorio, Andrea Bisciglia - si potrebbe risparmiare fino al 5% della spesa sanitaria. Inoltre, il digitale, promuovendo la consultazione e la cura a distanza, produrrebbe risparmi fino al 20% nel caso di malati cronici". I numeri. "Secondo la Ragioneria generale dello Stato - riassume Bisciglia - tra il 2012 e il 2017 il Servizio sanitario nazionale ha perso 26.561 lavoratori (-3,9%), che fanno arrivare il totale dei dipendenti a quota 648.058 (un quinto dei lavoratori della PA). Le perdite maggiori in valori assoluti sono quelle del personale infermieristico: -7.055 unità. Le altre categorie, sempre nel comparto sanità, che perdono il maggior numero di unità di personale in valori assoluti sono, nell'ordine, quelle dei profili del ruolo amministrativo (-6.102 unità), i profili del ruolo tecnico (-4.727 unità), quindi i medici, che nel 2017 sono 3.448 in meno del 2012 (-3.16%)". "Tutto questo - conclude il presidente dell'Osservatorio Aidr - può tradursi in una oggettiva incapacità del SSN di assistere e curare al meglio i cittadini. Grazie ai vantaggi della sanità digitale, invertire la rotta si può. E si deve".

Interlocutore tra cittadino e istituzioni, per offrire soluzioni e valide alternative. Alternative che, grazie all’utilizzo della telemedicina, possono garantire una migliore assistenza e, a fronte di una cura adeguata e personalizzata, incentivare anche la riduzione dei costi sanitari. È l’impegnativa mission che si pone l’Osservatorio sanità digitale di Aidr (Associazione italian digital revolution), che il prossimo 13 giugno chiamerà a raccolta, per un convegno a Montecitorio, i principali esperti del settore.

Qualità e risparmi. “Oggi la spesa sanitaria si aggira intorno ai 150-160 miliardi, di cui 110-120 garantiti dallo Stato, il resto dai singoli cittadini. Le nuove tecnologie, a fronte di una migliore qualità e assistenza, offrono un oggettivo risparmio. Grazie alla completa informatizzazione della sanità – spiega il responsabile dell’Osservatorio, Andrea Bisciglia – si potrebbe risparmiare fino al 5% della spesa sanitaria. Inoltre, il digitale, promuovendo la consultazione e la cura a distanza, produrrebbe risparmi fino al 20% nel caso di malati cronici”.

I numeri. “Secondo la Ragioneria generale dello Stato – riassume Bisciglia – tra il 2012 e il 2017 il Servizio sanitario nazionale ha perso 26.561 lavoratori (-3,9%), che fanno arrivare il totale dei dipendenti a quota 648.058 (un quinto dei lavoratori della PA). Le perdite maggiori in valori assoluti sono quelle del personale infermieristico: -7.055 unità. Le altre categorie, sempre nel comparto sanità, che perdono il maggior numero di unità di personale in valori assoluti sono, nell’ordine, quelle dei profili del ruolo amministrativo (-6.102 unità), i profili del ruolo tecnico (-4.727 unità), quindi i medici, che nel 2017 sono 3.448 in meno del 2012 (-3.16%)”. “Tutto questo – conclude il presidente dell’Osservatorio Aidr – può tradursi in una oggettiva incapacità del SSN di assistere e curare al meglio i cittadini. Grazie ai vantaggi della sanità digitale, invertire la rotta si può. E si deve”.

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