Basta la salute!

//   8 giugno 2012   // 0 Commenti

tessera sanitaria 300x224Da uno studio del Censis emergono dati inquietanti sullo smantellamento del welfare in Italia. La spesa privata per ricevere prestazioni sanitarie negli ultimi 10 anni è aumentata del 25,5%. Il che significa che un 25,5% di italiani ha rinunciato a fruire del Servizio Sanitario Nazionale, per il quale peraltro paga fior di quattrini, e si è rivolto al privato (cliniche, ambulatori, laboratori di analisi ecc.). Questa scelta è dovuta soprattutto alla lunghezza delle liste d’attesa ( 77%), ma anche ad una minor fiducia nell’assistenza pubblica, visto che il 31,7% ritiene che la sanità della propria regione sia peggiorata.
In sintesi il quadro generale è quello di una sanità pubblica che, pur costando sempre di più, si contrae nell’erogazione dei servizi.
Questo fenomeno è accentuato dalla crisi economica. Il perché è facilmente intuibile: l’appesantimento dei ticket per l’accesso ad esami, come quelli del sangue o quelli radiografici, in certi casi rende più conveniente fare l’esame privatamente, visto che il costo del ticket supera quello della prestazione in sé.
Inoltre nel triennio 2008-2010 ben 9 milioni di italiani, di cui la metà nel sud, hanno rinunciato ad accedere al SSN perché non in grado di pagare nemmeno il ticket.
Altro dato interessante: il 55% dei rimborsi erogati dai Fondi Integrativi privati ha riguardato prestazioni inserite nei livelli essenziali di assistenza ( LEA) ovvero quelle prestazioni-base considerate irrinunciabili per legge.
Questi dati parlano chiaro. Indicano che lo smantellamento dello stato sociale conseguente alla globalizzazione e alla crisi sta procedendo a passi da gigante. L’effetto è quello di un ulteriore impoverimento della popolazione che per diversi motivi si trova a dover pagare prestazioni sanitarie cui una volta accedeva gratuitamente. Agli aumenti delle tasse, della benzina, delle bollette e dei prezzi in generale, s’aggiunge quindi la spesa individuale per la salute.
Siamo sempre stati convinti che garantire assistenza sanitaria gratuita a tutti sia un segno di grande civiltà. Abbiamo anche sempre pensato che una scelta di alto valore etico e sociale come questa vada difesa anche a costo di sacrifici. Non possiamo però ignorare che la perdita della sovranità monetaria, con tutte le sue conseguenze, sta di fatto costringendo l’Italia a rinunciare anche al principio universalista per ciò che concerne l’assistenza sanitaria. Piano, piano, un pezzo di qua e un pezzo di là, stanno smantellando tutte le conquiste civili e sociali costruite in un secolo.
Forse a qualcuno può risultare difficile comprendere i meccanismi politici ed economici che hanno portato a questo stato di cose. Ma almeno, toccandone con mano gli effetti, una constatazione la si faccia: a mano a mano che è cresciuta la nostra dipendenza dall’Europa sono diminuiti i soldi di cui possiamo disporre. Sia a livello individuale che collettivo.

fonte: http://www.lofficina.eu/index.php?option=com_k2&view=item&id=111:lettera-politica-352-basta-la-salute


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