Basescu intierviene in Parlamento

//   13 marzo 2012   // 0 Commenti

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Il Presidente Traian Basescu è intervenuto in Parlamento a seguito degli avvenimenti accaduti nelle ultime settimane.

In apertura di intervento il Presidente si è detto rammaricato per la assenza della opposizione ed ha auspicato un prossimo rientro in aula perché il Parlamento rimane un baluardo della democrazia dello stato romeno dove le forze politiche devono costantemente confrontarsi.

Dopo aver ripercorso tutti i momenti di difficoltà degli ultimi tre anni che hanno portato all’adozione di misure straordinarie come il taglio degli stipendi del pubblico impiego, l’aumento dell’Iva e l’introduzione della CSA per i pensionati che, deve essere ricordato, sono state ritenute misure imprescindibili dagli organismi internazionali per accordare alla Romania le tranche di finanziamento necessarie a mantenere lo Stato in una situazione di operatività, il Presidente ha chiesto alle forze politiche ed al Governo di individuare una strada che possa permettere almeno un parziale ripristino dei salari per i dipendenti pubblici a partire dal prossimo mese di giugno.

La situazione macro economica del Paese si avvia ad entrare in una fase di ulteriore incertezza dovuta al peggioramento del contesto internazionale che potrebbe rendere più difficile il reperimento dei fondi necessari a sostenere questo progetto.

Ai più attenti osservatori non è sfuggito l’ennesimo ringraziamento  rivolto all’ex Premier Emil Boc per il suo lavoro di gestione di una delle più difficili  fasi economiche del Paese.

Basescu ha voluto sottolineare che le riforme adottate in tema di educazione, codice del lavoro sono solo i primi passi di un percorso che deve prevedere anche l’approvazione di una nuova legge sulla sanità, sulla riorganizzazione amministrativa del Paese e la revisione della Carta Fondamentale.

Un obiettivo fondamentale sarà anche quello di entrare nella zona euro per poter beneficiare dei tassi di interesse che oggi sono intorno al 1,5% contro il 6,5% della zona non euro. Il Presidente ha scandito “ dovete capire quanto è importante che la Romania diventi stato membro della zona Euro – ha poi proseguito – un’economia competitiva e un aumento del prodotto interno devono essere le parole d’ordine .”

La Romania ha un forte potenziale di crescita se riuscirà a compiere quelle riforme necessarie per diventare uno stato moderno ed efficiente. “ Non possiamo più sostenere una situazione in cui ci sono 4,5 milioni di lavoratori e 6 milioni di pensionati – ha sostenuto Basescu – dobbiamo diventare indipendenti dal punto di vista energetico  e creare quelle nuove regole per un sistema amministrativo efficiente. “

A seguito dell’intervento del Presidente Basescu  sull’aumento dei salari e delle successive dichiarazioni del Primo Ministro Ungureanu circa un possibile taglio dei contributi sociali  tra il 3 ed il 5%, Il Governatore della Banca Centrale Isarescu ha avuto un lungo colloquio con i rappresentanti del Governo nel quale sono state verificate le coperture necessarie alla attuazione di tali misure.  Rispettando il ruolo di autonomia del Governo circa le scelte politiche da adottare Isarescu non è entrato nel merito elle proposte ma ha sottolineato che il pacchetto delle misure eventualmente proposte deve tenere presente i limiti imposti dai vincoli di bilancio.

Fonti vicine al Ministero delle Finanze hanno fatto circolare alcune ipotesi circa l’impatto che le due proposte potrebbero avere sul bilancio statale. Nel caso del taglio dei contributi di assicurazione sociale si stima che ci siano minori entrate per 2,3 miliardi di lei mentre se si dovesse perseguire la strada dell’aumento degli stipendi pubblici ci sarebbero costi aggiuntivi per circa per due miliardi. In sostanza le due misure dovrebbero avere un impatto molto simile sui conti dello stato. Resta da verificare se esistono le coperture finanziarie necessarie e nel caso contrario come poter sostenere queste nuove spese senza superrare i limiti di deficit imposti del 1,9% rispetto al PIL.

L’opposizione ha reagito duramente al discorso di Basescu denunciando il fatto che non deve essere il Presidente della Repubblica a proporre misure di questo tipo ma bensì il Governo attraverso il Primo Ministro.


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