Azerbaigian e il suo ruolo nello scacchiere orientale

//   4 febbraio 2012   // 0 Commenti

azerbaigian

sadiqovIn un’interessante intervista realizzata dalla rivista italiana di geopolitica “Limes”, l’ambasciatore azero in Italia, esprime in modo chiaro le posizioni dell’Azerbaigian rispetto ai rapporti internazionali con Turchia, Iran, Russia e Armenia. Con quest’ultima, le relazioni sono molto tese, nonostante i tentativi di mediazione messi in atto dal “Gruppo di Minsk”, di cui fanno parte Russia, Francia e Stati Uniti.
Nonostante le critiche ricevute dalla Turchia in ambito internazionale, giunte fino a definire come “Neo-Ottomanesimo” le sue scelte in politica estera, l’ambasciatore azero lo considera un importante attore sulla scena politica. Non e’ pensabile, secondo Sadiqov, considerare la politica turca come un ritorno all’Ottomanesimo, in quanto il Paese oggi rappresenta un “grande promotore di idee e di interessi politici, economici e culturali”. La Turchia, con i suoi settanta milioni di abitanti, e’ in continua crescita e vuole promuovere il proprio interesse nazionale. Il problema, secondo l’ambasciatore, e’ quando le attivita’ vengono realizzate non rispettando la norme internazionali: “e’ necessario lavorare in cooperazione con altri Paesi, ed e’ per questo che esistono organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, che possano garantire un sistema di leggi che valga per tutti.”
Anche le relazioni tra Azerbaigian e Iran e Russia, sono descritte in maniera positiva dall’ambasciatore Sadiqov, il quale vede, tra le ragioni di tali rapporti, la presenza consistente in Russia e Iran di cittadini Azeri. Con l’Iran, nonostante non ci sia accordo riguardo le scelte in campo internazionale, esiste un legame anche di tipo storico-religioso. A partire dal crollo dell’Unione Sovietica, i rapporti si sono intensificati e sono cresciuti anche da un punto di vista economico. Lo stesso discorso vale per la Russia, dove vivono oggi un milione e mezzo di azeri. I rapporti con il Paese sono del tutto positivi, considerato anche che la Russia e’ parte del cosidetto “Gruppo di Minsk”, insieme con Francia e Usa, e mira alla risoluzione della questione tra Armenia e Azerbaigian. A tal proposito, l’ambasciatore azero realizza un’analisi precisa dell’attuale situazione dei rapporti tra i due Paesi. Ci tiene infatti a sottolineare che, secondo la sua opinione, tale conflitto non é di natura etnico religiosa, come l’Armenia invece vorrebbe presentarlo all’ Europa, ma bensí una pura e semplice lotta per rivendicazioni territoriali. Attualmente, secondo l’analisi di Sadiqov, l’Armenia occupa il 20% del territorio azero e ha attuato una vera e propria pulizia etnica, a causa della quale un milione di azeri circa si ritrova, a partire dal 1994, nello stato di rifugiati o sfollati interni.
Alla domanda se l’apertura della Turchia all’Armenia possa favorire i rapporti con l’Azerbaigian, Sadiqov risponde affermando che la Turchia aveva chiuso i suoi confini con l’Armenia nel 1993 in seguito all’occupazione di quest’ultima in Azerbaigian e riaprirli ora significherebbe in qualche modo dare credito alle posizioni Armene.
E’ chiaro dunque che, sebbene l’Azerbaigian voglia mantenere rapporti distesi con tutti i propri vicini, riconoscendo l’importanza di Paesi come Turchia e Russia sulla scena internazionale, dall’altro lato mantiene ferme le proprie posizioni, non appoggiando completamente l’Iran in alcune questioni di politica estera e rivendicando i proprio diritti nei confronti degli Armeni. Le relazioni con questi ultimi, sono dunque ancora molto complicate e nonostante sia una situazione palese e ben nota anche a livello internazionale, non sembra vi siano ancora presupposti netti per avviare un processo di pace.

di Rossella Cacace


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